Termovalorizzatore a Massafra, l'ARPA individua delle criticità

Cronaca
visibility534 - giovedì 12 luglio 2018
di Redazione
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TERMOVALORIZZATORE
TERMOVALORIZZATORE © immagine dal web

Riportiamo in forma integrale il comunicato scritto dal comitato No raddoppio inceneritore in merito all'ispezione dell'Arpa Puglia all'inceneritore di Massafra di proprietà dell'Appia Energy:

Premessa
Per anni avevano sbandierato che il sistema Appia Energy era sicuro, osservante della legge, attento alle prescrizioni, profeta delle migliori tecnologie applicabili. E noi ci abbiamo creduto perché in fondo la nostra lotta sperava di non dover mettere in discussione queste premesse, ma voleva e vuole andare oltre.
La storia dei questi giorni ci impone di fare invece delle riflessioni anche sul modello Appia.
Dal 14 al 21 dicembre 2017 l’ARPA PUGLIA ha effettuato un controllo ordinario sull’inceneritore di Massafra e in particolare sul progetto di Raddoppio dello stesso.
L’ispezione ambientale si proponeva diversi obiettivi: controllo delle emissioni, controlli delle relazioni interne e dei documenti di follow-up, verifica dell’autocontrollo, controllo delle tecniche utilizzate e adeguatezza della gestione ambientale dell’impianto, al fine di verificare e promuovere il rispetto delle condizioni di autorizzazione da parte delle installazioni, nonché se del caso, monitorare l’impatto ambientale di queste ultime.Il Rapporto conclusivo (presentato in questi giorni) ci consegna un quadro molto preoccupante.

La tabella riassuntiva descrive, infatti, diversi rilievi di non conformità e criticità varie.

Quattro rilievi di non conformità: L’ARPA ha accertato:

1) La mancata implementazione del sistema di campionamento in continuo per la determinazione del contenuto di diossine e furani dal camino.

2) Una non conforme gestione delle acque di seconda pioggia.

3) Non conformità nella gestione del controllo in ingresso allo Stabilimento del CDR/CSS (combustibile da rifiuto);

4) Un non corretto monitoraggio delle acque sotterranee. Un rilievo di Potenziale non conformità relativa a emissioni in atmosfera

L’Arpa ha accertato che il Gestore non effettua alcuna campagna di monitoraggio di PM10, PM2,5, metalli e inquinanti organici. Ancora:

L’Arpa durante l’ispezione del dicembre scorso ha effettuato un campionamento al suolo(in un terreno agricolo) ed ha riscontrato una concentrazione di BERILLIO e VANADIO superiore alla soglia per i metalli. Va sottolineato che il Berillio è cancerogeno per gli umani.La stessa Agenzia ha evidenziato che anche gli autocontrolli dell’azienda nel 2014 e nel 2017 avevano evidenziato un superamento dei limiti per il Berillio ( e anche Stagno nel 2014).
L’azienda però, rileva l’Arpa, non ha effettuato le comunicazioni previste dalla Legge 152/06 per attivare le azioni previste per limitare i danni sanitari e ambientali derivanti dalle concentrazioni questi metalli. L’Arpa evidenzia che la “mancata comunicazione di cui all’art.242, comma 1, del D. L.vo 152/06 e s.m.i. è sanzionabile secondo quanto previsto dall’art. 257 del medesimo Decreto che recita “…In caso di mancata effettuazione della comunicazione di cui all'articolo 242, il trasgressore è punito con la pena dell'arresto da tre mesi a un anno o con l'ammenda da mille euro a ventiseimila euro…”.

Insomma un comportamento penalmente rilevante. Altro punto importante rilevato dall’Agenzia nell’ispezione di dicembre scorso riguarda i valori di concentrazioni di inquinanti al camino monitorati in continuo ed inviati all’Arpa in tempo reale. L’Agenzia scrive:“ I risultati degli autocontrolli in discontinuo presentano delle differenze significative di concentrazione, rilevate nello stesso periodo di indagine, dal sistema di campionamento in continuo asservito al camino E1. In particolare tali discrasie appaiono importanti per gli inquinanti NO2, COT, Polveri, HCl , NH3.” E cioè Biossido di azoto, Carbonio Totale, acido cloridrico e Ammoniaca. Avete capito bene!!

L’Arpa aveva in continuo un valore delle emissioni di queste sostante molto più basso rispetto al valore riscontrato in analisi discontinue dalla stessa azienda.L’Arpa stessa suppone che” la taratura e la calibrazione degli strumenti non sia corretta”….!! L’Arpa elenca inoltre 31 Criticità di varia natura per le quali fornisce al Gestore opportune indicazioni.

Conclusioni
Forse l’Appia Energy riuscirà a superare i problemi relativi sia alle semplici anche se numerose criticità che ai rilievi più complessi e importanti delle Non conformità.
Lo speriamo per la nostra sicurezza e per la nostra salute.
Ciò che non possiamo accettare è il silenzio di tutti questi anni in cui la verità ci è stata negata, dati significativi ci sono stati nascosti, comunicazioni importanti non sono state fatte, autocertificazioni non rispondevano al vero.
Ci sentiamo traditi e dubbi terribili ci insinuano nelle nostre menti.
Da quanto tempo durava questa stagione di bugie?
Possiamo essere sicuri che sono solo quelle rilevate dall’Arpa o altre sono passate inosservate?
In sostanza possiamo avere ancora fiducia nell’operato di Appia Energy e nelle misure di sicurezza e di correttezza mille volte descritte e decantate?
Ciò che è successo e che è stato osservato e valutato dall’Arpa può ancora ripetersi? Qualche dubbio ci viene e lo avvertiamo legittimo.
Riteniamo che le Autorità Competenti (Regione, Provincia e Comune ognuna per la propria responsabilità) debbano intensificare i controlli, accertare le violazioni e avviare nel caso i procedimenti sanzionatori per eventuali addebiti ambientali e penali.

Noi per nostro conto presenteremo una denuncia alle autorità giudiziarie perché si faccia luce su queste vicende.

Comitato No raddoppio inceneritore