Ilva di Taranto, «Vogliamo proposte fortemente migliorative»

Cronaca
visibility137 - martedì 10 luglio 2018
di Luigi Serio
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Luigi Di Maio
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Il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, si esprime così, al termine dell’incontro con i vertici della società che dovrebbe rilevare l’Ilva ed i sindacati tenutosi ieri pomeriggio al Mise:

“Abbiamo concluso un pomeriggio di incontri tra i sindacati ed il potenziale acquirente. Sia il piano ambientale che il piano occupazionale non sono soddisfacenti. Noi ci aspettiamo da ArcelorMittal proposte fortemente migliorative. Da un primo colloquio, sul piano ambientale ci sono delle novità, non entusiasmanti. Sul piano occupazionale è tutto da vedere, perché le unità in questione restano ancora le stesse, i numeri sono gli stessi. Ho dato mandato immediato ai commissari di confrontarsi tecnicamente sulle proposte migliorative di ArcelorMittal, ma prima di esprimermi su queste proposte migliorative dobbiamo necessariamente analizzare tecnicamente le loro proposte. Fermo restando che ci aspettiamo di più sul piano occupazionale che, in questo momento, resta fermo al palo, dal punto di vista delle garanzie. Ed è uno dei presupposti per far ripartire la trattativa, un miglioramento del piano occupazionale. Ho detto chiaramente dall’inizio del mio mandato che gli obiettivi sono due: i livelli occupazionali e il fatto che i cittadini di Taranto debbano tornare a respirare. Questi due diritti richiedono delle innovazioni, sia sul piano ambientale che sul piano occupazionale.
Pur apprezzando lo sforzo di ArcelorMittal, dallo studio delle 23mila pagine vien fuori che ci si aspetta di più rispetto alle proposte fatte al precedente governo. Un precedente governo che io ricordo ha già firmato il contratto, accettando questi livelli, livelli che soddisfavano il vecchio governo, non l’attuale.

Su questo dossier, tutto quello che faremo sarà portato avanti con responsabilità e se serve in continuità. Attualmente il dialogo che stiamo portando avanti si basa sulla realizzazione del piano ambientale e su un piano occupazionale che richiede dei passi in avanti. Ringrazio le parti sindacali e la proprietà per lo sforzo, ma i tempi sono strettissimi. Non voglio minacciare nessuno, né sminuire il fattore tempo. Ogni ora che passa, sento la responsabilità di quello che stiamo facendo.”

Mentre il ministro chiede al gruppo indiano-lussemburghese soprattutto maggiori approfondimenti e garanzie sulla futura conversione ambientale dei siti inquinanti, per i sindacati invece il nodo più saliente resta quello dell'occupazione. La divisione tra rappresentati dei lavoratori e nuova proprietà è proprio sui numeri delle assunzioni.

Rispetto ai circa 14mila lavoratori Ilva attuali, Mittal propone 10.100 assunti al subentro e altri 400 da assumere a fine piano industriale, nel 2023. I sindacati propongono invece 10.100 assunti al subentro dell’investitore e gli altri 400 entro l’anno o alla prima risalita produttiva. I sindacati chiedono anche che a fine piano, tra assunzioni, ricollocazioni, esodi volontari incentivati e ammortizzatori sociali, non ci siano esuberi, come conferma Rocco Palombella della UILM: “Concordiamo con il ministro sul miglioramento del piano ambientale, ma il sindacato non farà nessun accordo dove si indicano esuberi, licenziamenti o perdite di posti di lavoro”.