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Maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione: 16enne trasferito in comunità

Carabinieri di Castellaneta Carabinieri di Castellaneta

Nella mattinata di ieri, i carabinieri della stazione di Castellaneta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un sedicenne del posto, disponendo il suo collocamento in una comunità per i reati di maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.

Il provvedimento, emesso dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni di Taranto su istanza della Procura della Repubblica per i minorenni, giunge a compimento di un’attività investigativa nata per arginare una spirale di violenza domestica divenuta ormai insostenibile.

L'indagine ha avuto origine nel corso del mese di febbraio, quando la madre del giovane si è presentata al Comando dell'Arma per denunciare le condotte del figlio. Da quel momento i militari hanno avviato una serie di accertamenti mirati a ricostruire un quadro quotidiano fatto di vessazioni e minacce.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il minore avrebbe adottato negli ultimi anni comportamenti aggressivi volti principalmente a ottenere somme di denaro, innescando liti furiose che spesso coinvolgevano anche altri componenti del nucleo familiare.

In diverse occasioni la rabbia del ragazzo si sarebbe abbattuta anche contro l'abitazione stessa, con danneggiamenti ad arredi e oggetti che avevano generato un clima di profonda soggezione e timore tra le mura domestiche.

Le risultanze investigative, condivise con l'autorità giudiziaria minorile, hanno portato alla valutazione che la misura del collocamento in comunità fosse la più idonea non solo per interrompere le condotte violente, ma anche per «avviare un percorso educativo e di recupero per il minore», sottraendolo a un contesto di forte disagio. Al termine delle attività di rito, il giovane è stato accompagnato dai Carabinieri in una struttura individuata dal Centro di giustizia minorile di Bari.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, quindi, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, l’eventuale responsabilità dell’indagato dovrà essere sancita da una sentenza definitiva.

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