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Maria Privato Rochira, unico sindaco donna di Castellaneta

Maria Privato Rochira, unico sindaco donna di Castellaneta Maria Privato Rochira, unico sindaco donna di Castellaneta

In una giornata così importante per le donne come quella di oggi, 8 marzo, non si poteva non parlare di una grande donna che fa parte della storia locale: Maria Privato Rochira, primo ed unico sindaco donna a Castellaneta, pioniera dell'emancipazione femminile nella nostra cittadina.

La signora Rochira, divenne primo cittadino di Castellaneta il 30 maggio del 1954. La sua storia ma soprattutto la sua nomina, forse nota a pochi castellanetani, merita di essere ricordata: l'avvenimento ha fatto di un piccolo centro di provincia come Castellaneta, un paese all'avanguardia, in un periodo in cui in altre città del nord, le donne che pure si erano sacrificate fino alla morte durante la lotta partigiana, si videro comunque sbarrare nomine e carriere dal prevalere delle candidature maschili.

 

 

Maria Privato Rochira nacque a Caserta il 6 gennaio 1909 da casato originario di Castellamare di Stabia. Convolò a nozze con il proprietario terriero di Castellaneta, Paolo Rochira. Si laureò in lettere all'università di Napoli ed insegnò alla scuola media di Gioia del Colle e alla Filippo Surico di Castellaneta (della quale diventò anche preside). Si affermò professionalmente a 43 anni. La sua maturazione artistica coincise con la sua carriera politica. Dopo aver militato per vari anni nella DC come consigliere, nella seduta di insediamento del 30 maggio 1954 venne indicata come sindaco della città valentiniana. Morì il 2 settembre 1986.

Fu una donna che raccontò i suoi pensieri in poesie: ne è un chiaro esempio la raccolta di liriche "libere voci" considerata il punto di riferimento dello sviluppo culturale ed artistico; per la sua arte pervasa di delicata sensibilità, ebbe pareri favorevoli dalla critica.

La storia di Maria Privato Rochira è la storia di una donna in cammino verso la parità professionale. Un cammino lungo e difficile, percorso anche da altre donne. 

Basti pensare, infatti, che Matilde Serao nel 1885 fu la prima donna a fondare e dirigere un quotidiano, ma poi salvo rare eccezioni, nei quotidiani più diffusi, è ancora forte la presenza maschile. Come dimenticare poi che Maria Montessori fu nel 1986 la prima donna medico, che Ernestina Prola fu la prima donna che conseguì la patente di guida. Adelina Pontecorvo fu la prima donna notaio nel 1930, Ada Natali il primo sindaco d'Italia nel 1945, Tina Anselmi il primo Ministro nel 1976, Nilde Iotti la prima donna a ricoprire una delle quattro maggiori cariche dello Stato nel 1979, Marisa Bellissario la prima dirigente alla guida di una grande azienda nel 1980, Fernanda Contrila prima giudice costituzionale a presiedere un'udienza pubblica della Corte Costituzionale nel 2005, Cristiana Compagno la prima magnifica rettrice di una università statale nel 2008.

Pur tralasciando tante altre professioni più o meno blasonate, ancora oggi, nonostante l' esempio di "donna impegnata" lasciato dalle antesignane, si è ancora lontani dalla vera parità e soprattutto dall'eliminazione di quegli stereotipi e pregiudizi contro cui, ancora oggi, le donne in posizioni di comando devono combattere.  

Maria Milano
Archivio Vivi - articolo del 2014

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