I ragazzi di "Svegliarci" di Palagiano protagonisti dei mondiali antirazzisti

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visibility126 - mercoledì 12 settembre 2018
di La Redazione
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I ragazzi del mondiale
I ragazzi del mondiale © Web

Dopo aver partecipato, nei mesi scorsi, alla rassegna nazionale di calcio, organizzata dalla Uisp – Sport per tutti e aver vinto, alla finale tenutasi a Pesaro, il trofeo per la sezione calcio a 7 maschile, lo "Svegliarci di Palagiano" continua a portare i ragazzi della propria squadra in giro per l’Italia, convinto, com’è, che lo sport unisce e integra.

Così, nei giorni scorsi, a Rotondella Lido, presso il camping “Rivolta dei Mitemi”, per i "Mondiali Antirazzisti in tour al sud", c’erano anche Musa, Youssouf, Alpha, Mahmoud Adel Mohamed, Abdullah, Souleymane e Aboubacar Sidikitchedey.

Sono i ragazzi della squadra dello "Svegliarci di Palagiano", ente gestore del Cas, centro di accoglienza straordinaria dei migranti, ma anche gestore, a livello locale, del progetto ministeriale Sprar, che garantisce l’accoglienza per i richiedenti e i beneficiari di protezione internazionale e per i titolari del permesso umanitario. Ad accompagnarli c’era la presidente dello Svegliarci Palagiano Angela Surico.

I sette ragazzi dello Svegliarci non sono scesi in campo per il torneo di calcio a 5 con la loro squadra distinta e definita, ma, come da regolamento, hanno creato sul posto altre squadre con “gli amici del momento”, confondendosi con gli altri, a dimostrazione di come l’iniziativa non fosse di natura competitiva, ma promozionale e interculturale.

«Nessuna classifica, quindi, alla fine delle gare, nessun arbitro, ma solo il fair play, l’autocontrollo – ha ricordato Angela Surico - E’ proprio questa la filosofia dei Mondali Antirazzisti, cui abbiamo voluto partecipare. E’ una lotta alla violenza dentro e fuori il campo. E’ stata una festa dell’inclusione, della condivisione tra concerti e laboratori vari, dell’antisessismo, della riflessione con dibattiti e attività collaterali e dell’antirazzismo. Mettendo insieme migranti venuti da lontano e di diverse culture, si è dialogato con il linguaggio dello sport. Un’esperienza fuori dall’ordinario».

Un momento di aggregazione nel segno dello sport, in cui i partecipanti hanno dimostrato che insieme, abbattendo le barriere sociali e, soprattutto quelle culturali, è possibile debellare ogni forma di discriminazione razziale e in questo lo sport è maestro di vita.

«Un’organizzazione davvero impeccabile quella dello Uisp sport per tutti – Comitato di Matera – continua la Surico – dove a vincere è stato il valore della convivenza”. Infatti, tutti i partecipanti hanno dormito in tenda, facendo sorgere in appena tre giorni, un vero e proprio villaggio, una babele di lingue e culture differenti, una vera e propria “porta del Mediterraneo».