Un castellanetano candidato sindaco a Nettuno

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visibility2866 - mercoledì 09 gennaio 2019
di Dario Benedetto
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Il castellanetano Donato Iannantuono
Il castellanetano Donato Iannantuono ©

Capita di innamorarsi di un posto lontano dalla terra natia, a tal punto da decidere di viverci per sempre e di impegnarsi in prima linea per il futuro dei propri figli.

L'esempio è di Donato Iannantuono, castellanetano di nascita e laziale d'adozione, precisamente di Nettuno, un comune di quasi 50mila abitanti affacciato sul mar Tirreno: una città ricca di storia, fascino e religione.

Donato ha 46 anni, è nato come detto a Castellaneta (città dove risiedono ancora i suoi genitori) ma da 10 anni lavora a Roma, impiegato in un ufficio di controllo della Ragioneria Generale dello Stato; è sposato con Margherita e padre di due bimbi, rispettivamente di 7 e 12 anni.

Insieme ad alcuni amici qualche anno fa ha fondato il movimento civico "La Voce del Popolo" e lo ha fatto in un momento storico particolarmente delicato per Nettuno, città di cui è follemente innamorato e definisce molto simile a Castellaneta Marina.

Reduce da ben 3 commissariamenti in 10 anni, Nettuno è stato il primo comune laziale con infiltrazioni mafiose certificate (correva l'anno 2005).
Negli anni a Nettuno si sono alternate coalizioni di centrodestra e centrosinistra, fino all'ultima amministrazione del Movimento 5 Stelle, caduta dopo appena 2 anni a causa delle dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza.

Per questo, Nettuno si appresta a vivere la sua ennesima campagna elettorale in vista delle elezioni comunali della prossima primavera (probabilmente a Maggio, in concomitanza con le Europee); elezioni comunali, che vedranno Donato Iannantuono candidato sindaco de "La Voce del Popolo".

«Tanti amici mi hanno spinto a fare questo passo - ha confessato Donato - perché mi conoscono per quello che ho fatto in passato in maniera silente.
Credo con convinzione che ogni donna e uomo, come madre o padre, prima e come cittadino dopo, abbia l'obbligo di contribuire a migliorare la qualità della vita della città dove è nato o dove ha deciso di radicare la propria famiglia, mettendo a disposizione le sue competenze».

Una politica intesa come passione, insomma, che ha spinto Donato Iannantuono a non cadere alle lusinghe di altre coalizioni: il centrodestra, per esempio, lo ha corteggiato per almeno un paio di mesi, prima di desistere definitivamente e virare su altri candidati ancora top secret.

«Noi siamo animati da intenti che con certi discorsi non hanno nulla a che vedere e ne daremo prova - ha sottolineato a più riprese Donato -. Vogliamo portare le nostre idee, proposte e soluzioni ai problemi esistenti, questo il nostro monito e non ci importa se vinceremo o meno; ci importerà che chiunque vinca recepisca le nostre proposte, frutto di studio e impegno da anni».

Parole ricche di significato le sue, certamente lontane da ragionamenti e congetture di politici navigati degli ultimi anni, ma comunque capaci di coinvolgere sempre più cittadini a supporto della sua lista che, nel 2016, sfiorò il ballottaggio.

"La Voce del Popolo", con Donato Iannantuono sindaco, si appresta a contendere la poltrona più ambita di Palazzo di Città con altre coalizioni: una, già scesa in campo, è stata messa in piedi dall'ex vicesindaco di Nettuno (allora in forza al Movimento 5 Stelle), il tutto in attesa che i partiti politici di centrodestra e centrosinistra scoprano le loro carte.

«Qualcosa faranno - ha concluso Donato - ma a me interessa altro e resto impegnato sul progetto che abbiamo realizzato: nuovo e competente, con un programma serio ma sopratutto unico per la nostra amata città.

Del resto su questa terra - la sua chiosa - verremmo ricordati dai nostri figli per ciò che abbiamo fatto di buono e non per ciò che gli avremo lasciato in termini di eredità».

Dario Benedetto