Covid e crac agrumi, consumi in caduta libera a Taranto e provincia: la denuncia di Coldiretti

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visibility778 - mercoledì 25 novembre 2020
di La Redazione
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Un agrumeto
Un agrumeto ©

Con la crisi causata dal Covid, i limiti alla movimentazione e le temperature più alte della media stagionale è crisi profonda per gli agrumi, come il crac per le clementine in provincia di Taranto, a causa dei consumi in caduta libera: siamo al meno 60 per cento e prezzi stracciati a 15 centesimi al chilogrammo.

È quanto denuncia Coldiretti Puglia, alla luce di un mercato freddissimo a causa del crollo dei consumi e dei prezzi molto al di sotto dei costi di produzione, con il rischio deflazione nei campi con arance e clementine che restano invendute sugli alberi.

«Il primo lockdown ha tracciato la chiusura della campagna 2019/20, mentre la seconda ondata pandemica è ripartita proprio in piena campagna agrumicola 2020/2021 iniziata a ottobre, caratterizzata da consumi al palo e prezzi bassi, con le clementine vendute in campagna a 30 centesimi al chilo, di cui 15 centesimi pagati per la raccolta. Il conto economico è drammatico», denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto.

«Possiamo solo sperare – aggiunge il presidente Cavallo - che arrivi il vero freddo invernale che in maniera naturale fa aumentare i consumi. Siamo già a due mesi dall’inizio della campagna ed è crisi profonda nei campi per le mancate richieste di agrumi».

«I prezzi non sono assolutamente remunerativi. Si profila un’annata da dimenticare», lancia l’allarme Vincenzo Stellaccio, presidente di Coldiretti Palagiano.

«Si tratta di un trend drammatico che ha effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori, su cui è necessario intervenire con misure di trasparenza per promuovere i consumi sul mercato interno di prodotti del territorio e favorire le esportazioni».

Il risultato è un calo dei consumi che sono scesi per le arance sotto i 15 chili a persona all’anno – insiste Coldiretti Taranto - per effetto di una diminuzione che negli ultimi 15 anni varia da oltre il 20 per cento per le arance ad oltre il 50 per cento per i mandarini e le clementine.

«Le limitazioni alle attività di impresa causate dal Covid devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico lungo tutta la filiera e interventi straordinari per dare liquidità alle aziende ortofrutticole – afferma Aldo Raffaele De Sario, direttore Coldiretti Taranto -. Chiediamo a cittadini e operatori economici di aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali di arance e clementine made in Puglia al 100 per cento, come per tutti gli altri prodotti agroalimentari del territorio».