Tragedia a Palagiano: in piscina il corpo senza vita di un giovane

Cronaca
visibility10802 - giovedì 02 agosto 2018
di La Redazione
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Il corpo senza vita di un giovane di 19 anni è stato trovato ieri mattina a Palagiano, nella piscina di un villaggio turistico di Pino di Lenne. Si tratta di Alhassan Zokan, 19enne proveniente dal Ghana.

Al momento del ritrovamento, fanno sapere gli inquirenti, il ragazzo non presentava traumi, avvalorando così la tesi di un malore durante attività di nuoto.

In attesa dell'esame autoptico, la Procura della Repubblica di Taranto ha aperto un'inchiesta e sull'episodio indagano i Carabinieri del comando provinciale di Taranto. Intanto, la piscina è stata posta a sequestro.

Sulla vicenda sono intervenuti il circolo locale di Legambientee il presidio Libera di Palagiano: «Esprimiamo la nostra solidarietà - spiegano Preneste Anzolin e Domenica Pettoruto -; questo giovane ragazzo, dopo aver attraversato il mondo intero alla ricerca di un destino migliore, ha trovato una morte che ricade sulle coscienze di chi non ha compiuto il proprio dovere.

Questo dramma si è consumato nel villaggio turistico dichiarato abusivo "Il Pino di Lenne", ormai acquisito al patrimonio indisponibile del Comune, e che non poteva essere aperto ad ospitare nessuna persona; e quella piscina sul cui fondo è stato trovato il corpo del povero Alhassan non doveva essere piena d’acqua ed in esercizio.

Bisognerebbe anche chiarire immediatamente per quale causa ancora oggi, sia possibile che un ragazzo, ospite della nostra comunità cittadina, a cui dovrebbe essere garantita la necessaria protezione e la massima assistenza, possa ritrovarsi in una condizione tanto incredibile quanto tragica.

Si dovrà chiarire per quale motivo quella piscina fosse in piena attività e il villaggio abusivo ospitasse ancora della gente, nonostante le ormai note vicende giudiziarie che la riguardano; quante tragedie dovranno ancora verificarsi prima che chi è tenuto al ripristino della Legalità, intervenga con determinazione per l’attuazione delle plurime Sentenze e l’osservanza della Legge.

Sollecitiamo - concludono i due esponenti cittadini - le autorità competenti, anche se qualsiasi atto adottato in questo momento risulterà comunque tardivo e incapace di restituire la vita a Alhassan.

La responsabilità, l’unica che oggi ci resta per onorare la morte di Alhassan è impegnarci in tutti i modi affinché quello che oggi ci ha colpito non si ripeta mai più».