Concorso per geometri: a Castellaneta è polemica aperta

Politica
visibility1103 - domenica 10 febbraio 2019
di La Redazione
Più informazioni su
Il consigliere Gianni Di Pippa
Il consigliere Gianni Di Pippa © Web

Il bando per geometri precluso a ingegneri e architetti fornisce ancora polemiche.

La procedura con la quale il Comune di Castellaneta ha individuato due professionisti (la graduatoria è stata stilata lo scorso 31 gennaio) da assumere a tempo determinato ha solleticato ancora l’attenzione del consigliere comunale Pd Gianni Di Pippa che questa volta, sempre attraverso un’interrogazione scritta a sindaco, presidente del consiglio comunale e segretario generale, ha rilevato l’esistenza di un potenziale conflitto di interessi per uno dei membri della commissione giudicatrice.

Un’accusa pesante, che ha come obiettivo il dirigente dei lavori pubblici Leo De Finis, reo secondo Di Pippa di non essersi astenuto dal giudizio quando si è trovato di fronte un candidato, poi risultato vincitore, che aveva già prestato servizio per l’ente, proprio alle sue dipendenze. «In particolare - ha spiegato Di Pippa -, il conflitto di interessi può esprimersi non solo in termini di grave “inimicizia” nei confronti di un candidato, ma anche in tutte le ipotesi di peculiare “amicizia” o assiduità nei rapporti (personali, scientifici, lavorativi, di studio), rispetto ad un concorrente».

La tesi, inoltre, è che il dirigente avrebbe ignorato in almeno due occasioni il suo obbligo ad astenersi: in chiusura dei termini per le candidature, prendendo visione dei curricula pervenuti, e in occasione della prova orale, quando ha esaminato direttamente, insieme agli altri membri di commissione, il suo ex dipendente.

Se di conflitto si sia trattato, sarà l’eventuale interessamento di istituzioni terze a deciderlo. La norma è abbastanza chiara, in ogni caso, ed è lo stesso Di Pippa a richiamarla, citando la cosiddetta legge anticorruzione, la legge 190 del 2012, che la contiene prevedendo la dichiarazione anche di conflitti potenziali. Il dirigente, dal suo canto, ha preferito non commentare le accuse del consigliere, ma è probabile che, nel caso la questione dovesse approdare altrove, si appellerà alle numerose sentenze di Tar e Consiglio di Stato e ad alcune delibere dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che hanno evidenziato come il conflitto non sussista in questi casi, se non in presenza di una comunione di interessi economici o di vita di particolare intensità che possa dar luogo a un sodalizio professionale.

L’appello di Di Pippa, tuttavia, mira apparentemente a mettere l’ente al sicuro da strascichi di altra natura, consigliando a sindaco e giunta di non ratificare le decisioni della commissione giudicatrice (composta, oltre che da De Finis, da altri due dirigenti, Aldo Caforio e Francesca Capriulo), evitando anche l’assunzione dei vincitori. In realtà, la richiesta del consigliere Pd è di annullare di netto il concorso, interdicendo il dirigente “incriminato” dall’incarico di commissario e provvedendo ad avviare un’indagine interna e a stabilire regole più stringenti per evitare che tali circostanze possano ripetersi.