Grana "Rifiuti"? Mazzarano non ha dubbi: «Deve occuparsene la Regione»

Politica
visibility788 - sabato 13 aprile 2019
di La Redazione
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Michele Mazzarano
Michele Mazzarano ©

Che si tratti di una conseguenza del baillame scatenato dall’inchiesta T-Rex, o che sia il frutto di valutazioni politiche, la proposta di legge che ha annunciato il consigliere regionale Michele Mazzarano è destinata a far discutere.

Il politico originario di Massafra, infatti, crede che la Regione dovrebbe tornare a occuparsi direttamente della materia ambientale, in piena sintonia con quanto indicato dall’articolo 196 del decreto legislativo 152 del 2006, meglio noto come codice dell’ambiente. Per esempio, la Provincia di Taranto (come tutte le altre province pugliesi) gestisce l’approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione di rifiuti, anche pericolosi, e l’autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti, che la norma assegnerebbe alle regioni. Si tratta proprio delle procedure da cui si sono originati diversi scandali giudiziari: T-Rex è solo l’ultimo in ordine di tempo, ma ci sarebbe anche Ambiente Svenduto con la discarica Mater Gratiae.

Mazzarano, almeno immediatamente, non lega la sua iniziativa a una sottrazione di competenze per ragioni di incapacità. «Negli ultimi anni sono intervenute importanti novità – ha spiegato il consigliere regionale – che impongono un necessario legame tra ruolo di programmazione e funzioni amministrative. In materia di rifiuti serve inoltre uniformità procedurale sull’intero territorio regionale. La complessità delle norme esistenti e l’introduzione di un numero sempre crescente di nuove regole e prescrizioni alle quali fare riferimento si è scontrato con il depauperamento delle risorse delle Province che, a seguito della riforma degli enti locali, sono diventati enti di secondo livello».

Un ragionamento che si ispira all’opportunità dettata dagli effetti della riforma, salvo poi specificare che in alcuni casi questa condizione avrebbe prodotto «caos amministrativo», mentre in altri «veri e propri abusi sui territori, come dimostrano i recenti fatti di cronaca emersi nella provincia di Taranto». Una linea che avrebbe trovato sponda anche nel presidente della Regione Michele Emiliano, con il quale Mazzarano (che è stato assessore nella sua giunta) dice di essersi confrontato da tempo avviando un’interlocuzione mirata a stilare la proposta di legge che, nel merito, dovrebbe abolire alcune leggi regionali che definivano il trasferimento delle competenze alla Provincia, alcune risalenti alla metà degli anni ’80 del secolo scorso.

Restano salve le competenze già assegnate dal codice dell’ambiente alle Province, definite dall’art. 197 che, sempre a titolo esemplificativo, per gli impianti di smaltimento di rifiuti assegna loro solo l’individuazione delle aree idonee alla localizzazione, previo consulto degli enti di governo dell’ambito e dei comuni. Che poi è quello che di fatto vorrebbe realizzare il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti, ossia ascoltare i territorio prima di fare qualsiasi passo nella direzione di un’autorizzazione.

Gugliotti, per altro verso, pur non spingendo sul tema non ha mai fatto mistero del favore manifestato nei confronti di un ritorno delle deleghe a Bari. Lo ha ribadito nell’ultimo consiglio provinciale, ma è stata ancor più palese l’iniziativa presa per la sostituzione del dirigente provinciale del settore ambiente Lorenzo Natile, travolto dall’inchiesta T-Rex. Gugliotti, infatti, ha chiesto alla Regione di indicargli un sostituto, un esperto che potesse traghettare l’ente attraverso questo complicato frangente. Un’iniziativa, peraltro, che seppur ispirandosi alle indicazioni normative, era dettata soprattutto dalla necessità che la Regione mostrasse la vicinanza politica a un ente in momentanea difficoltà.

Quell’indicazione non è ancora arrivata, ma la proposta di Mazzarano è sicuramente un indizio del tenore delle scelte che si compiranno a Bari: un modo per togliere a chi amministrerà le province pugliesi, enti di fatto in “liquidazione amministrativa”, le castagne dal fuoco della questione ambientale.