Calcio, squalifiche e altri verdetti: che stangata per il Massafra!

Sport
visibility1001 - mercoledì 05 dicembre 2018
di La Redazione
Più informazioni su
L'arbitro scortato dai dirigenti e forze dell'ordine
L'arbitro scortato dai dirigenti e forze dell'ordine © Luigi Serio

Una stangata in piena regola è quella che travolge il Citta di Massafra. La società giallorossa è responsabile,si apprende dal referto federale, del burrascoso post gara di domenica scorso durante il match di Prima Categoria contro la Polimnia.

Il giudice sportivo, sulla base di un referto arbitrale particolarmente severo, ha inflitto alla società massafrese l'ammenda di mille euro, la squalifica dello stadio Italia per 2 giornate con effetto immediato e il conseguente obbligo di disputare le gare in campo neutro e a porte chiuse.

Inoltre sono state inflitte 2 giornate di squalifica ai giallorossi Nicola Turi e Antonio Di Bartolomeo e una giornata ad Antonio De Vincenzo e Antonio Bruno.

Le motivazioni che hanno indotto la federazione a una punizione così severa sono le seguenti: «Il giudice sportivo, esaminati gli atti ufficiali, rilevato che dal supplemento del rapporto arbitrale veniva rilevato che nei pressi dello spogliatoio erano presenti numerose persone non autorizzate a sostare in tale luogo. Una di queste, in particolare, con indosso una tuta della società, a fine partita, impediva all’arbitro di rientrare negli spogliatoi e, con fare minaccioso, gli rivolgeva frasi gravemente ingiuriose».

Poi ricostruisce alcuni passaggi più duri: «Grazie all’intervento dei carabinieri l’arbitro riusciva a dirigersi verso la scalinata che conduce agli spogliatoi e posta sotto la tribuna centrale. Mentre era in prossimità della scalinata veniva colpito alla testa da una pietra di piccole dimensioni che gli procurava forte dolore.

Grazie al nuovo intervento dei carabinieri l’arbitro riusciva a recarsi presso lo spogliatoio, ove veniva raggiunto dai sanitari del 118 all’occorrenza chiamati. Per abbandonare il campo di gioco l’arbitro era costretto a salire a bordo di una vettura dei carabinieri che lo accompagnava presso la locale stazione.

Giunto a Lecce l’arbitro si recava presso il locale posto di pronto soccorso, ove gli veniva refertata la seguente diagnosi: trauma cranico non commotivo, con 10 giorni di prognosi e assunzione di antidolorifico».