Post Castellaneta-Ostuni, parla Moliterni: «È il momento di dire la mia»

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di Vito Girolamo
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Giambattista Moliterni
Giambattista Moliterni © ViviWebTv

Mano pesantissima del giudice sportivo dopo i fattacci di giovedì scorso, durante il match di pallacanestro tra Castellaneta ed Ostuni. Provvedimenti durissimi quelli messi in atto dalla Federazione Italiana Pallacanestro, dopo l'irruzione di alcuni ultras negli spogliatoi del Palatifo e l'aggressione verbale agli arbitri di gara tra il primo ed il secondo tempo della gara.

Sui fatti di cronaca è intervenuto Giambattista Moliterni, bandiera del basket castellanetano e cestista espulso durante la partita, per comportamento irriguardoso nei confronti della coppia arbitrale.

«A distanza di qualche giorno da quel maledetto giovedì sera - ha ammesso Moliterni a ViViWebTV - la delusione si fa doppia: alla sconfitta sul campo, infatti, si aggiunge la doccia fredda dei provvedimenti disciplinari.
Gli episodi intimidatori avvenuti durante la gara sono senz’altro da condannare; episodi per i quali la società non ha mai negato le sue, seppur indirette, responsabilità.

Fatta questa doverosa premessa - ha proseguito Moliterni - lascia perplessi la straordinaria severità con la quale la vicenda è stata affrontata dagli addetti ai lavori: circa 7.500 euro di ammenda e squalifica del campo per 8 giornate. Un danno economico pesantissimo, cui si aggiunge un altrettanto grave colpo inferto alla reputazione di una società, che, da anni, profonde energie per costruire un’immagine positiva di sé, che ha raggiunto l’apice del riconoscimento locale e nazionale lo scorso anno, quando a Ferentino ha sfiorato l’accesso in serie B.

A riprova dei valori sani della Valentino Basket Castellaneta - ha spiegato "Giambo" a cuore aperto - è il grande seguito di appassionati, bambini, ragazzi, famiglie, uomini e donne di ogni età, per i quali la domenica al Palatifo è ormai occasione d’incontro per condividere gioie ed emozioni con l’obiettivo comune di tifare bianco rosso.

Ora siamo in ginocchio e risulta in discussione la programmazione della prossima stagione. Infatti, non potremo disputare in casa le prime 5 partite della "regular season" e partiremo con un grosso handicap economico. Ad appesantire il clima, gli attacchi mediatici via web (sempre troppo facili), che, come le discussioni da bar, non costruiscono ma distruggono. Ciononostante, resto fiducioso che, grazie alla forte passione per la pallacanestro, che da sempre ci caratterizza, troveremo, anche con il supporto della comunità, la soluzione migliore per rialzarci e proseguire con più tenacia di prima.

Infine, sulla mia espulsione e sulla relativa squalifica, chiedo siano visionate le immagini video: nei miei gesti non è in alcun modo ravvisabile l’asserito atteggiamento minaccioso nei confronti del secondo arbitro. Mio intento era, infatti, quello, lecito, di chiedergli spiegazioni circa la sua decisione di comminarmi un fallo tecnico, piuttosto che fischiare un precedente fallo, a mio danno, durante l’azione di gioco appena trascorsa.

Nella concitazione del momento ho commesso l’errore di voler attirare la sua attenzione mentre si dirigeva al tavolo degli ufficiali di campo per dichiarare il fallo. Mi spiace che questo mio comportamento sia stato frainteso e di conseguenza punito con 3 giornate di squalifica.

Ma la pallacanestro per me è palestra di vita - ha concluso il numero 2 biancorosso - pertanto faccio tesoro delle circostanze, auspicando che, anche gli altri, in futuro, le si approccino scevri da pregiudizi, con autentica sportività e con la serenità che essa merita».