Martino Tamburrano
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La Corte di Cassazione ha impresso una svolta decisiva alla vicenda giudiziaria di Martino Tamburrano, stabilendo che la sua condanna di primo grado per corruzione torna a essere valida e che non vi fu alcuna violazione del diritto di difesa.
La notizia è stata resa nota oggi sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno: i giudici della Suprema Corte, in sintesi, hanno accolto il ricorso della procura generale, annullando la precedente sentenza d'appello che aveva invece "congelato" il processo a causa di alcune discrepanze formali tra i documenti d’accusa.
Al centro della contestazione resta l’autorizzazione concessa per la discarica La Torre-Caprarica in cambio di un'auto di lusso, un episodio che i giudici romani hanno ritenuto descritto in modo coerente durante tutto l'iter giudiziario, rendendo superflue le obiezioni dei legali dell'ex sindaco di Massafra ed ex presidente della Provincia.
Se da un lato Tamburrano esce definitivamente scagionato da altre accuse riguardanti presunti finanziamenti illeciti e turbative d'asta per altri appalti, dall’altro il filone principale sulla corruzione torna ora nell'aula della Corte d’Appello: qui un nuovo collegio di giudici dovrà esprimersi nuovamente sul merito dei fatti, partendo dalla solidità della condanna iniziale.
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