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Celebrata la festa dell’Immacolata Concezione

«La crisi innegabile che ci sta attanagliando, iniziata drammaticamente con la pandemia, non ci impedisce di mettere costantemente al centro della nostra attività l’uomo e la qualità della sua vita».

Così il sindaco Fabrizio Quarto, in apertura del discorso per l’annuale appuntamento di questa mattina in piazza Garibaldi, con la "Festa dell'Immacolata Concezione", alla quale hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, associazioni combattentistiche e di volontariato presenti sul territorio.

Don Fernando Balestra, nel suo messaggio, rivolgendosi alla Madonna ha evidenziato che noi non siamo soli e non dobbiamo sentirci isolati. «La nostra azione quotidiana – ha continuato l’arciprete Balestra – deve essere votata al prossimo. Don Fernando nella sua preghiera ha affidato il popolo di Massafra alla Vergine Immacolata».

Il sindaco si è soffermato sulla guerra in Ucraìna che sta condizionando pesantemente la nostra vita, ma sta sviluppando in noi il senso della solidarietà e dell’accoglienza.

«La nostra azione di amministratori – ha continuato Quarto - è basata sulla convinzione che solo sostenendo e investendo nella crescita dei nostri ragazzi, con costanza e determinazione, riusciremo gradualmente ad accrescere il benessere della nostra Comunità, a favorire il dialogo tra le generazioni e a coltivare insieme il valore della solidarietà.

Occorre effettuare una buona semina oggi per assicurarsi un buon raccolto domani.

Ai piedi del simulacro della Madonna, posto in alto sull’angolo della Casa Comunale, punto privilegiato di osservazione della storia massafrese, un agente della Polizia Locale ha deposto una corona di fiori, come rinnovo dell'affidamento della collettività massafrese all’Immacolata Concezione.

La società – ha affermato il sindaco - che ci presenta ogni giorno il sistema dei “media” e del web ci appare malata.  Nel giro di pochi giorni, a volte ore, si susseguono notizie di morte, di violenze in particolare sulle donne, di attentati, come quello di Atene ai danni del primo consigliere dell’ambasciata italiana in Grecia, di episodi di bullismo, di continue morti sul lavoro. Di certo la vita va avanti e non ci si può far sopraffare dallo sconforto per le brutte cose che succedono nel mondo, ma abbiamo il dovere di riflettere su ciò che accade intorno a noi e abbiamo il diritto di credere e di lavorare per un mondo più giusto, più equo, più solidale».

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