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Cento anni fa nasceva Pier Paolo Pasolini, Lasigna: «Forte è il legame tra lui e Massafra»

Pier Paolo Pasolini a Massafra Pier Paolo Pasolini a Massafra

«"Non c'è nulla in questo paese, … che incrini la purezza dell’architettura, che si è stratificata casa per casa, vicolo per vicolo, intorno alle cattedrali. È una tettonica pura, al suo stato naturale: il tempo in un dato anno, o secolo, si è fermato, e la città si è serbata fuori di esso, fossile e incorrotta".

Questa - commenta il vicesindaco e assessore alla Cultura, Turismo, Spettacolo, Marketing Territoriale e Innovazione Tecnologica del Comune di Massafra Domenico Lasigna in una nota inviata in occasione dei 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini - è stata la definizione della nostra città, Massafra, data dal giovane Pier Paolo Pasolini, ventinovenne, in un articolo per “Il Quotidiano” del marzo 1951. Non a caso, anni dopo, Pasolini la sceglierà come la sua “controfigura” della Cafarnao nello storico film “Il Vangelo secondo Matteo”. E anche se, a distanza di anni, è segnata dal benessere e da uno sviluppo non sempre fruttuoso, Massafra continua a preservare il suo fascino, in particolar modo nella sua parte antica.

Rileggendo il Pasolini pensiero, sono sicuro che in ogni massafrese quelle parole suscitino sensazioni fortissime ed intense di appartenenza ad una terra bellissima.

Ognuno di noi rivive le stesse sensazioni vissute dallo scrittore nel visitare la città, evocate da vicoli e stradine che regrediscono fino al cuore del tempo e fino a ricordare “il puro medioevo”.

Oggi penso che Massafra debba rivolgere un sentito ringraziamento a Pasolini, per l’attenzione e la poetica che gli ha riservato, in particolar modo in questo giorno, il 5 marzo, quando ricorrono i cent’anni dalla sua nascita.

Pier Paolo Pasolini è stato un poeta, sceneggiatore, attore, regista, scrittore e drammaturgo. Credo che l’elenco non sia sufficiente a descriverlo. Pasolini ha fatto tutto. Era molteplice ma allo stesso tempo era uno, perché ha fatto ogni cosa sempre con un’impronta personale, riconoscibile e inimitabile. Questa sua molteplicità lo ha reso l’artista e l’essere umano più complesso del Novecento.

Basti pensare alle tre definizioni che gli vengono date per descriverlo (cattolico, comunista, omosessuale dichiarato) e con ognuna di esse in netto contrasto e intollerabile per le altre due. Innanzitutto in quel periodo storico.

In questi giorni, in tutta Italia, sono in programma celebrazioni e omaggi per percorrere l’anno pasoliniano che si apre ora e che consentirà di rivisitare la sua indomita complessità. L’impegno sarà quello di far vivere, anche nella nostra città, un momento speciale di approfondimento, di confronto, dedicato a Pier Paolo Pasolini, nel centenario della sua nascita in un luogo simbolo del suo, seppur breve, percorso intellettuale.

Forte è il legame tra Pasolini e Massafra, affascinato dalle sue strutture architettoniche rupestri, spontanee, e dalle ‘vicinanze’.

Un legame che, se valorizzato, può confluire in una nuova identità culturale e sociale»

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