Coltivare la canapa, un business emergente e sostenibile

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Sono giunti sul mercato numerosi prodotti ottenuti dalla canapa, incluse le versioni ‘light’ di marijuana e hashish. Tale denominazione, utilizzata solo in ambito commerciale, identifica derivati della cannabis a ridotto contenuto di THC (non oltre lo 0,5%), il principio attivo che scatena gli effetti psicotropi che caratterizzano alcune sostanze estratte dalla canapa. Attualmente, tali prodotti sono commercializzati dai marijuana shop online come prodotti-cannabis.it, ovvero un e-commerce specializzato, oppure dai retailer presso punti vendita e negozi fisici. Grazie anche - ma non solo - a questa piccola nicchia di mercato, i volumi di vendite della canapa legale, in Italia, hanno raggiunto una cifra vicina ai 200 milioni di euro, dando vita ad un settore in cui oggi operano decine di aziende e centinaia di lavoratori.

Ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive è diventata un’urgenza primaria di carattere trasversale, che investe aziende e società operanti in qualsiasi settore. Quello agricolo è uno dei segmenti in cui la necessità di adottare soluzioni sostenibili è percepita in maniera più stringente, dal momento che i modelli di coltivazione attualmente in uso comportano spesso un enorme dispendio di energia e risorse naturali. Per questo, gli operatori di settore non sono alla ricerca soltanto di nuove metodologie e tecnologie ma valutano un diverso approccio alla coltivazione, cercando di individuare colture redditizie e a basso impatto. Tra queste vi è la canapa, tornata alla ribalta negli ultimi anni non solo per via del dibattito sulla legalizzazione di alcuni derivati psicoattivi (la marijuana e l’hashish) ma anche per il ruolo che potrebbe avere nello sviluppo dell’agricoltura dei prossimi anni.

I vantaggi della canapa: produttività e sostenibilità

Secondo uno studio (“La canapa come opportunità di sviluppo per le imprese agricole”), condotto nel 2016 da due ricercatori dell’Università di Urbino, la coltivazione della canapa offre diversi vantaggi, dal punto di vista ambientale e produttivo, rispetto ad altre varietà vegetali. Oltre ad essere versatile, in quanto fonte di materiale utilizzabile in svariati settori, la canapa rappresenta un’opzione più sostenibile, in virtù di un impatto ambientale ridotto.

 

Rispetto ad una piantagione di cotone, ad esempio, una di canapa richiede un minor dispendio di acqua (circa la metà) per l’irrigazione; al contempo, consente di produrre una maggiore quantità di fibra (200/250 % in più) a parità di superficie messa a dimora. In aggiunta, le piante di canapa non richiedono trattamenti a base di pesticidi e le fibre ottenute dalla coltivazione hanno bisogno di meno trattamenti coloranti. Non di meno, i tessuti ricavati dalla canapa hanno svariate qualità: oltre ad essere resistenti e traspiranti, hanno anche proprietà antifungine e antibatteriche.

La canapa può essere adoperata anche nell’industria cartaria; anche in tal caso, i vantaggi, secondo lo studio sopra citato, sarebbero notevoli rispetto alla carta da albero sia per il minor bisogno di trattamenti chimici sia per la maggiore riciclabilità del prodotto finale.

In termini di impatto ambientale, la canapa non è soltanto una pianta ‘economica’ ma è altresì in grado di influenzare positivamente l’area di coltivazione, in quanto assorbe una quantità di CO2 maggiore rispetto a quella che viene prodotta durante la coltivazione e la lavorazione. Per quanto concerne, infine, la ‘resa’ delle piantagioni di canapa, basti pensare che in soli tre mesi sono in grado di produrre la stessa quantità di biomassa che si potrebbe ricavare da un bosco in un anno, grazie alla elevata velocità di crescita delle piante.

La filiera della canapa in Italia

Un notevole impulso allo sviluppo della filiera produttiva della canapa è arrivato con l’entrata in vigore della Legge n. 242 del 2 dicembre 2016 a partire dal 14 gennaio 2017. La norma, recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” ha introdotto la possibilità di coltivare, “senza necessità di autorizzazione” (articolo 2) la cannabis sativa Linneus, l’unica varietà di canapa presente nel ‘Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole’.

In conseguenza dell’entrata in vigore della legge, la produzione di canapa in Italia è notevolmente aumentata, sviluppandosi parallelamente rispetto a quella destinata esclusivamente all’utilizzo farmaceutico.

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