Concessioni balneari, a Marina di Ginosa monta la protesta della «Associazione Balneari Marinesi». Ieri mattina, nei pressi del lungomare, numerosi attivisti, tra imprenditori, commercianti e semplici cittadini, hanno dato vita a una manifestazione pacifica per far sentire la propria voce e informare la collettività circa un paradosso amministrativo che rischia di compromettere non solo l'economia locale, ma l'identità stessa di una delle mete storiche del turismo pugliese.
Marina di Ginosa, infatti, si è ritrovata non per scelta ma per imposizione giurisdizionale, a fare da apripista nazionale in una riforma balneare che altrove procede a rilento: mentre i grandi hub turistici italiani restano in attesa, Ginosa ha dovuto bandire nuove gare entro il 31 dicembre 2024, a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato del 2023. Una fuga in avanti che gli operatori stanno contestando a più riprese, non nel principio di legalità ma nelle modalità d’attuazione, ritenute frettolose e prive di basi solide.
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