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...E SIGNORA DELLA NOSTRA TERRA DI MASSAFRA DONNA ISABELLA MONSORIO...

...E SIGNORA DELLA NOSTRA TERRA DI MASSAFRA DONNA ISABELLA MONSORIO... ...E SIGNORA DELLA NOSTRA TERRA DI MASSAFRA DONNA ISABELLA MONSORIO... | © Massafra

Era il 14 Settembre dell’anno 1594 quando una armata navale Turca, al comando di un calabrese convertito all’Islam, Alì-Sinas-Bassà, comparve improvvisamente nella rada di Mar Grande di Taranto.

Secondo l’opinione di Giuseppe Speziale, storico tarantino, la loro venuta non aveva come obbiettivo il tentativo di attaccare la città di Taranto, che si presentava abbastanza fortificata, ma solo l’intenzione di osservare come procedevano i lavori di fortificazione del Castello, che proprio in quel periodo di tempo subiva radicali trasformazioni secondo le istruzioni degli architetti militari di casa Aragonese, Francesco Giorgio Martini e Ciro Ciri.

I Turchi occuparono quindi le due piccole Isole di Mar Grande, le “Cheradi”, oggi denominate di San Pietro e San Paolo, scegliendole come basi operative per le loro incursioni piratesche lungo il litorale “Jonico-Salentino”.

Il 22 Settembre, dopo otto giorni di scorrerie, si presentarono alla foce del fiume Tara, sulla costa Jonica, inoltrandosi fino alla sorgente (che all’epoca dei fatti distava dal mare circa 4 Km) in un punto detto “piantata Scardino”. Qui si scontrarono con le truppe cristiane, tra cui molti Massafresi corsi in aiuto dei Tarantini, sotto il comando del Vescovo di Mottola Jacopo Micheli (la cui presenza è da ricollegarsi ai famosi “Statutum de reparatione castrum” emanati al tempo di Federico II con cui si obbligava il feudatario e l’autorità religiosa, che possedeva beni su quel territorio, alla difesa dello stesso e del castello) e del Duca d’Atri.

Dopo un aspro scontro armato, le truppe cristiane riportarono una schiacciante vittoria, tanto che, il giorno dopo 23 di Settembre, l’Armata navale tolse le ancore e veleggiò verso Gallipoli.

Tale episodio è ricordato in un documento trascritto, in latino, dal Sacrista Giovanni Cordola che ebbe cura di annotarlo in calce al registro dei battezzati dello stesso anno, oggi conservato nell’archivio della Collegiata di San Lorenzo presso la Chiesa dell’Immacolata e di San Michele Arcangelo (Duomo di Massafra).

Ecco la traduzione:

"Sia noto a voi, fratelli miei carissimi, che nel giorno 14 settembre di questo stesso anno, regnando il Papa Clemente VIII, essendo Re Filippo e Signora della nostra terra di Massafra Donna Isabella Monsorio, nel giorno della Santa Croce, comparve l'armata dei Turchi presso l'isola di Taranto, condotta dal figlio di Cicala e composta da 130 triremi. I Cittadini di Taranto, atterriti da ciò, riunirono molti soldati. Si stupirono tutti i più anziani, per il fatto che molti turchi condussero in battaglia i prigionieri, col quale mezzo tentavano di prendere la città di Taranto; essi stettero nella predetta isola per otto giorni. Durante quegli otto giorni quotidianamente scendevano verso il fiume Tara; e verso il Capo San Vito s'impadronirono delle torri di vedetta con le guarnigioni e alcune migliaia scendevano nel territorio di Taranto verso Massafra, e distrussero delle torri, e corsero i Turchi con un improvviso assalto, verso il luogo da cui sgorga l'acqua del detto fiume, che volgarmente si chiama "piantata Scardino"; e lì c'era Jacopo Micheli, Vescovo di Mottola, con due domestici ed altri illustrissimi signori, per combattere in battaglia e pregare per la Chiesa di Dio, se fosse stato necessario. La gente di Massafra si sparpagliò per diversi luoghi, sicché nell'assalto quattro soldati resero l'anima a Dio, ma molti Turchi morirono e furono feriti, come dopo si vide sulla riva del mare. Il giorno 23 del mese suddetto, la predetta armata, al sorgere del sole scomparve verso Gallipoli, e, avendo visto ciò, tutte le popolazioni disperse tornarono nelle loro città. A memoria del fatto io Don Giovanni Cordola, Sacrista, ho scritto, in Massafra, teste Don Saverio Bonefatu. Nell'anno del Signore 1594. Io, Don Sergio, fui presente".

FU QUESTA SEMPLICE NOTA DI CRONACA A FAR NASCERE L'IDEA DEL PALIO DELLA MEZZALUNA E DEL SETTEMBRE MASSAFRESE, QUASI SESSANTANNI FA...

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