foce del fiume Lenne
Sabato 7 febbraio si è svolta una significativa manifestazione presso la foce del fiume Lenne, organizzata dal circolo Legambiente di Palagiano, in occasione della Giornata mondiale delle zone umide, per accendere i riflettori su un ecosistema tanto prezioso quanto fragile.
L'iniziativa ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di cittadini e volontari che, attraverso cartelli e interventi, hanno espresso forte preoccupazione per lo stato di salute dei fiumi costieri dell'arco ionico. Al centro del dibattito è stata posta l'importanza della «Convenzione di Ramsar», ricordando come queste aree non siano solo scrigni di biodiversità che ospitano uccelli, mammiferi e rettili, ma rappresentino anche alleati fondamentali nella mitigazione dei cambiamenti climatici.
Lo slogan scelto per l'edizione 2026, «Le Zone umide sostengono la vita. Un'eredità senza tempo. È nostra cura proteggerle», ha fatto da filo conduttore a una mattinata carica di significato, arricchita persino dal volo elegante di un airone che ha attraversato il cielo proprio durante i discorsi dei presenti.
Oltre agli aironi, la foce del Lenne rimane un punto di riferimento vitale per il cavaliere d'Italia e numerose altre specie migratorie che dipendono da queste acque per la propria sopravvivenza. Tuttavia, l'entusiasmo per la bellezza naturale è stato smorzato dalla constatazione di una situazione critica: la foce del fiume appare oggi completamente occlusa da enormi masse di sabbia trasportate dalle recenti mareggiate.
Questa barriera naturale sta provocando una pericolosa stagnazione delle acque, mettendo a rischio la fauna ittica e minacciando i terreni agricoli situati a monte con possibili inondazioni dovute all'innalzamento del livello idrico. Di fronte a questo scenario, il circolo Legambiente ha prontamente inviato una segnalazione formale a Comune, Provincia, Regione e Autorità di Bacino, sollecitando un intervento immediato per la riapertura del varco.
Come ribadito dal presidente Cosimo Monaco, la soluzione definitiva non può più essere rimandata e risiede nella realizzazione di una barriera frangiflutti davanti alla foce, l'unica opera in grado di contrastare l'accumulo periodico di sabbia e garantire la continuità ecologica del Lenne.
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