Teresa Errico
Sulle recenti manovre consiliari e sulle prese di posizione dei partiti in merito alla nascita del gruppo indipendente formato da Antonio Viesti, Giandomenico Pilolli e Antonio D'Errico è intervenuta Teresa Errico, presidente dell'osservatorio A.P.P.R.O.D.I..
Attraverso una nota di approfondimento, la rappresentante dell'osservatorio ha preso in esame la spiegazione fornita sul "passaggio tecnico", soffermandosi sugli equilibri dell'area di centrodestra, sulle recenti prese di posizione del Partito Democratico e sulle posizioni finora mantenute dalla maggioranza civica guidata dalla sindaca Giancarla Zaccaro.
Ecco la nota stampa integrale:
Ci sono momenti in cui la politica cittadina sembra affidarsi alla memoria corta degli elettori. A Massafra ne stiamo avendo un saggio magistrale con la favola del “gruppo indipendente”, la formula magica scelta dai consiglieri Antonio Viesti, Giandomenico Pilolli e Antonio D’Errico per giustificare il proprio posizionamento in aula.
La narrazione iniziale era quasi commovente: nessun calcolo politico, sia chiaro, ma soltanto un generoso e altruista passaggio tecnico per superare i cavilli burocratici e far funzionare le commissioni consiliari. Un abile espediente narrativo che però è durato lo spazio di un mattino e che oggi crolla definitivamente di fronte alla prova dei fatti.
La realtà ci racconta infatti un’acrobazia politica non da poco: tre consiglieri che rivendicano con orgoglio l’appartenenza e la tessera di Forza Italia scelgono di fare da scudo e da ossigeno alla giunta guidata dalla sindaca Giancarla Zaccaro. Parlare di cortocircuito è poco, se si considera che quella stessa amministrazione rappresenta il progetto politico che l'area di centrodestra — sostenendo la candidatura a sindaco di Emanuele Fisicaro — si era posta l'obiettivo di sconfiggere ed erodere alle urne.
Di fronte all'incredibile rebus di un partito capace di stare contemporaneamente al governo e all'opposizione, la risposta della segreteria cittadina non si è fatta attendere, spazzando via ogni dubbio sulle reali intenzioni. Le ultime dichiarazioni del coordinatore cittadino Floriano Convertino hanno infatti gettato giù la maschera: nessuna ambiguità tattica, ma una vera e propria richiesta formale di entrare "in maniera concreta" nella maggioranza di governo, chiedendo un incontro urgente alla sindaca Zaccaro — da svolgersi alla presenza del coordinatore provinciale, l'on. Vito De Palma — per blindare un posto in Giunta (con ogni probabilità per il consigliere Antonio Viesti, già avvistato senza troppi imbarazzi tra i banchi di maggioranza).
Ciò che Convertino definisce ricerca di "credibilità e concretezza" ha tutto il sapore di un'ufficializzazione del ribaltone.
E resta aperta l'incognita più grande: cosa accadrà se la sindaca Zaccaro dovesse dire di no? Viesti e gli altri consiglieri sceglieranno la fedeltà al partito tornando all'opposizione o la fedeltà alla poltrona rimanendo in maggioranza?
A gettare benzina sul fuoco, nel frattempo, è arrivato anche l'affondo del Partito Democratico, pronto a ergersi a paladino della coerenza, a denunciare il "trasformismo" e a puntare il dito contro le manovre di palazzo. Un sussulto d'orgoglio che però rischia di suonare parecchio stonato alle orecchie dei cittadini più attenti.
Basterebbe infatti riavvolgere il nastro della memoria per ricordare come lo stesso PD abbia ripetutamente benedetto, accarezzato e sostenuto questa amministrazione: dalle benedizioni incassate in pubblica piazza al tempo del Governatore Michele Emiliano fino alle passerelle con l'attuale Governatore Antonio Decaro, senza dimenticare la presenza strutturale in giunta di notabili di chiara provenienza ed estrazione Dem.
In questo gioco di specchi, il dato più curioso resta comunque il silenzio. Un silenzio fitto e imbarazzato che avvolge la maggioranza civica della prima ora e la sua giunta. Nessuno che sollevi un dubbio, nessuno che rivendica l'identità del progetto originario di fronte a questa evidente mutazione genetica della coalizione. L'importante, sembra suggerire questo mutismo condiviso, è che i numeri facciano quadrare i conti della sopravvivenza amministrativa.
Come Osservatorio A.P.P.R.O.D.I. non ci appassionano le alchimie di palazzo, ma crediamo fermamente che le istituzioni debbano ai cittadini la massima trasparenza. Nessuno nega la facoltà di cambiare idea o collocazione — la legge non prevede il vincolo di mandato — ma quando la prassi d'aula e i ribaltoni smentiscono sistematicamente gli impegni presi con gli elettori, nascondersi dietro al paravento dei regolamenti o delle finzioni tecniche significa sottovalutare l'intelligenza di una comunità.
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