Emiliano Messina
La Asl di Taranto starebbe per privare i disabili e le loro famiglie di un servizio essenziale a causa del mancato adeguamento del contratto di servizio per il centro diurno Umberto I di Mottola, una decisione che porterebbe nell'immediato alla chiusura della struttura nella giornata del sabato. L'allarme arriva direttamente dal segretario generale della Fials Taranto, Emiliano Messina, il quale contesta alla direzione dell'azienda sanitaria una gestione basata esclusivamente su logiche ragionieristiche che non terrebbero conto del nuovo regolamento della Regione Puglia. La struttura in questione rappresenta un punto di riferimento strategico per l'intera provincia, accogliendo centinaia di persone con disabilità non grave sotto i 65 anni per favorirne l'inserimento sociale e la socializzazione.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l'impossibilità economica di mantenere l'apertura del sabato è un rischio concreto che potrebbe materializzarsi già nelle prossime settimane. Messina sottolinea come questa riduzione del servizio avrebbe ripercussioni drammatiche sulla continuità assistenziale dei pazienti e sul benessere dei rispettivi nuclei familiari, che si troverebbero senza un supporto fondamentale per la gestione quotidiana. «Operare su cinque giorni comporterebbe molteplici ricadute negative» spiega il segretario della Fials, precisando che «la riduzione dell'assistenza sarebbe un pesante aggravio sulle famiglie che non saprebbero poi dove appoggiarsi».
Oltre al danno per l'utenza, la decisione della Asl avrebbe effetti diretti anche sul personale impiegato nel centro diurno. I lavoratori della struttura verrebbero infatti penalizzati dal punto di vista economico a causa della riduzione dell'orario lavorativo settimanale. La critica della Fials si sposta poi sul piano della sensibilità istituzionale, ravvisando nelle scelte dei dirigenti sanitari una distanza preoccupante dalle reali necessità del territorio. «Nell'atteggiamento dei dirigenti della Asl di Taranto si denota una scarsa sensibilità nei confronti dei veri problemi socio-sanitari della comunità» conclude Messina, sollecitando un intervento risolutivo da parte della Regione per garantire la stabilità di un presidio ritenuto vitale per l'assistenza sociologica e sanitaria locale.
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