Da sinistra: Ramunno, Putignano, Cardillo e Fisicaro
La dialettica politica, il controllo ispettivo delle minoranze consiliari e il dibattito sull'etica pubblica tornano a infiammare la scena istituzionale all'interno del perimetro ionico.
A dodici mesi esatti dal momento dell'insediamento della giunta comunale guidata dal sindaco Giancarla Zaccaro, i consiglieri comunali di opposizione Saverio Ramunno, Emanuele Fisicaro, Ida Cardillo e Domenico Putignano hanno tracciato un bilancio fortemente negativo del primo anno di consiliatura. Attraverso una nota congiunta, gli esponenti della minoranza hanno denunciato una presunta paralisi amministrativa e una gestione definita opaca.
Il fulcro dell'affondo politico si concentra sulle vicende giudiziarie che, secondo i firmatari, starebbero minando l'autorevolezza dei banchi di maggioranza. Nel documento vengono citati casi specifici: dall'ineleggibilità di un consigliere colpito da condanna definitiva, alle indagini su presunte irregolarità nelle scorse tornate elettorali, fino alla recente condanna in primo grado per reati di calunnia, tentata estorsione e diffamazione che ha colpito l’assessore Cosimo Maraglino. L'opposizione ha incalzato direttamente il primo cittadino, ponendo il problema sul piano della responsabilità e della scelta politica circa la permanenza o meno dell'assessore in giunta, accusando la coalizione di sacrificare l’opportunità etica sull'altare della pura sopravvivenza numerica in aula.
La durezza del documento e la richiesta esplicita di dimissioni avanzata dai quattro consiglieri evidenziano la volontà delle forze di minoranza di provocare una crisi politica immediata, sfruttando l'indebolimento d'immagine causato dalle vicende di cronaca giudiziaria per scompaginare gli equilibri della coalizione di governo prima dell'approvazione del bilancio di previsione. L'attacco tocca anche il "sottobosco" politico locale, censurando i presunti passaggi di casacca – come quello di un consigliere civico eletto nelle liste provinciali di Forza Italia pur sedendo formalmente all'opposizione – e paventando la regia occulta di figure politiche di vecchia data orientate alla mera gestione del potere.
Le critiche sulla mancanza di una visione a lungo termine e sulla sottovalutazione di episodi di degrado sociale, quali risse e accoltellamenti urbani, fanno ipotizzare la prossima richiesta, da parte dell'opposizione, di un Consiglio comunale straordinario monotematico incentrato esclusivamente sull'ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini.
Nota stampa integrale:
A un anno dall’insediamento, l’amministrazione guidata dal sindaco Zaccaro si trova a dover fare i conti non solo con una cronaca giudiziaria che investe ripetutamente i banchi della sua maggioranza, ma anche con una gestione politica che appare sempre più opaca, frammentata e lontana dalle reali necessità della cittadinanza.
I consiglieri comunali di opposizione Ramunno, Fisicaro, Cardillo e Putignano tracciano oggi un bilancio impietoso di questo primo anno, denunciando come la composizione dell’attuale consiglio comunale massafrese non possa essere analizzata prescindendo dalle ombre che gravano su diversi suoi esponenti.Diversi casi sono emblematici: un consigliere eletto che non ha potuto esercitare il mandato a causa di una condanna definitiva che ne ha sancito l'ineleggibilità, un’altro ancora il cui nome è emerso ripetutamente nelle cronache locali in relazione ad accertamenti della magistratura riguardanti presunte irregolarità nelle scorse tornate elettorali.
A chiudere questo triste quadro, la notizia della condanna in primo grado, arrivata pochi giorni fa, per l’assessore Cosimo Maraglino, riconosciuto colpevole in sede giudiziaria per i reati di calunnia, tentata estorsione e diffamazione. Di fronte a tale scenario, i consiglieri Ramunno, Fisicaro, Cardillo e Putignano incalzano il primo cittadino con domande dirette: quanto può reggere l'autorevolezza di un’istituzione quando al suo interno siedono figure investite da sentenze o pesanti ipotesi di reato? Il sindaco Zaccaro intende davvero tenere in Giunta l’assessore Maraglino dopo tale condanna? Perché se la risposta è sì, non è più un problema giudiziario, ma una scelta politica di cui la responsabilità ricade tutta sul Primo Cittadino. L’opportunità politica, che dovrebbe guidare chiunque governi una città, appare sacrificata sull'altare di una sopravvivenza di coalizione sempre più precaria.Il quadro si complica ulteriormente se osserviamo il "sottobosco" della politica massafrese, dove il trasformismo è diventato la norma. È il caso di Forza Italia che, pur sedendo ufficialmente all'opposizione, vede i propri movimenti intrecciarsi in modo ambiguo con la maggioranza. La prova lampante è rappresentata da un consigliere appartenente ad una lista civica, poi risultato eletto alle ultime provinciali nelle liste di Forza Italia. Non è un caso isolato, poiché, insieme a lui, altri esponenti hanno mostrato un'adesione politica che stride violentemente con il mandato elettorale ricevuto.
Dietro queste manovre poco trasparenti si percepisce chiaramente l'influenza di figure politiche di vecchia data, personaggi che hanno fatto del controllo del territorio la propria ragion d'essere. È il ritorno di un passato che non vuole passare, una regia occulta che, agendo nell'ombra come mentore dell'attuale amministrazione, guida i fili di questo trasformismo, sacrificando la coerenza politica sull'altare di logiche di gestione del potere tipiche di chi vede nella cosa pubblica un terreno di spartizione personale più che un bene comune.Mentre la politica si consuma in questi balletti, Massafra resta ferma. Tolti i momenti di svago, le feste patronali, le luminarie, il carnevale e qualche altro intervento ordinario fatto passare per straordinario, mancano all'appello progetti di lungo respiro e una pianificazione del territorio che possa dirsi degna di questo nome. Il silenzio più assordante, denunciano Ramunno, Fisicaro, Cardillo e Putignano, riguarda la sicurezza urbana. Risse e accoltellamenti non sono episodi isolati, ma il sintomo di un degrado sociale che l'amministrazione ha colpevolmente sottovalutato.
Il sindaco Zaccaro ha il dovere di chiarire la rotta. I cittadini di Massafra non hanno votato per un'amministrazione distratta dagli affari giudiziari dei propri membri o impegnata in manovre trasformistiche. O il Sindaco dimostra di avere la visione e la forza per guidare la città oltre le logiche di potere, o dovrà ammettere che il suo mandato è solo un guscio vuoto, privo di etica e di prospettive. Se questo è il bilancio dopo appena un anno, tra promesse disattese, il ritorno a una becera politica del passato e un mandato elettorale tradito, l'unico atto di dignità verso la cittadinanza è rassegnare le dimissioni: un passo indietro necessario per porre fine a questa fallimentare stagione amministrativa, prima che sia troppo tardi.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

