Da sinistra: Cinquepalmi e Losavio
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A Massafra, i consiglieri di opposizione Giuseppe Antonio Losavio (Lista Losavio) e Giuseppe Cinquepalmi (Progetto Comune) hanno chiesto ufficialmente chiarimenti in merito ai recenti movimenti politici all'interno dell'assise cittadina.
La presa di posizione giunge in risposta all'ufficializzazione dell'ingresso di quattro consiglieri di maggioranza in Forza Italia e del contestuale passaggio nelle fila del governo cittadino di un esponente eletto tra i banchi della minoranza (tutti i dettagli dell'operazione sono consultabili in questo articolo).
In una nota congiunta, i rappresentanti della minoranza hanno sollevato critiche di natura istituzionale ed etico-politica:
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Il cambio di campo: viene evidenziato come la scelta del consigliere Antonio Viesti di transitare in maggioranza sia un atto che si discosta dal mandato ricevuto dagli elettori di opposizione.
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La natura della coalizione: la minoranza contesta la linea della sindaca Zaccaro, sostenendo che l'adesione di quattro consiglieri a un partito strutturato trasformi la coalizione civica originale in un soggetto politico differente.
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Squilibrio istituzionale: viene denunciata una stortura nella Conferenza dei Capigruppo, dove i nuovi esponenti azzurri manterrebbero un peso rappresentativo non più giustificato dalla realtà dei gruppi consiliari.
Mentre la maggioranza rivendica la propria stabilità, la Lista Losavio e Progetto Comune confermano l'impegno a restare convintamente all'opposizione per vigilare nell'interesse esclusivo dei cittadini.
Il comunicato stampa integrale:
La notizia dell’adesione di quattro consiglieri di maggioranza a Forza Italia, Antonio D’Errico, Giandomenico Pilloli, Angelo Giannotta e Michele Bommino, rappresenta un fatto politico rilevante che i cittadini di Massafra meritano di
comprendere appieno.A ciò si aggiunge un elemento ulteriore, che non può passare sotto silenzio: il consigliere Antonio Viesti, eletto nelle fila della minoranza consiliare e dunque nell’opposizione al governo Zaccaro, ha contestualmente scelto di transitare in maggioranza.
Si tratta, è bene dirlo con chiarezza ai tanti cittadini che se lo chiedono sui social, di un vero e proprio cambio di campo, sebbene politicamente lecito, rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.
Prendiamo atto di tutto ciò con rispetto verso le persone coinvolte che conosciamo e stimiamo. Non possiamo tuttavia tacere gli interrogativi che questa operazione solleva sul piano istituzionale ed etico-politico.
Il primo riguarda la risposta della Sindaca Zaccaro. La prima cittadina ha dichiarato di essere serena e ha affermato che non è cambiato assolutamente nulla, rivendicando la natura civica della propria amministrazione a prescindere
dall’appartenenza partitica dei singoli consiglieri.Una posizione che comprendiamo nella sua intenzione di rassicurare, ma che sul piano della realtà politica appare difficilmente sostenibile. Quando quattro consiglieri di maggioranza aderiscono a un partito strutturato, con il pieno consenso della segreteria provinciale e di esponenti regionali dello stesso partito, la coalizione civica e apartitica che aveva vinto le elezioni diventa, nei fatti, qualcosa di diverso.
Separare la persona dal ruolo istituzionale è un esercizio retorico legittimo, ma non muta la sostanza: il colore politico di chi vota in aula conta, e i cittadini hanno il diritto di saperlo.
Il secondo interrogativo riguarda la coerenza interna della maggioranza stessa. Non è un mistero che numerosi consiglieri di maggioranza, espressione di culture politiche distanti dal centrodestra, abbiano accolto con perplessità, se non con disagio, questo spostamento verso un’identità partitica precisa e strutturata.
Ci auguriamo che tali tensioni vengano chiarite apertamente, nell’interesse della città.
Il terzo interrogativo riguarda la Conferenza dei Capigruppo. Tre dei quattro consiglieri che hanno aderito a Forza Italia, oltre alla consigliera Massaro capogruppo Forza Italia, non avendo formalizzato alcuna modifica all’assetto dei
gruppi consiliari, continueranno a sedere in quella sede con un peso rappresentativo ben superiore a quello che la nuova realtà politica giustificherebbe.Si tratta di una stortura istituzionale che non può essere ignorata: la Conferenza dei Capigruppo è organo di garanzia e di equilibrio, non uno strumento da plasmare secondo le convenienze del momento.
Come considerazione di opportunità, voci di corridoio parlano di sostenere la candidatura del consigliere Pilloli alle prossime elezioni provinciali di fine giugno.
Ma le elezioni provinciali, dove votano sindaci e consiglieri comunali e non più i cittadini direttamente, vedranno sfidarsi con ogni probabilità anche un candidato di centrosinistra ben posizionato.
Qualora quel candidato risultasse vincente in Provincia, scenario tutt’altro che remoto, il consigliere Pilloli si ritroverebbe all’opposizione anche in quella sede. Verrebbe da chiedersi, allora, quale vantaggio concreto ne deriverebbe per i cittadini di Massafra, e se ne è valsa la pena rimescolare gli equilibri politici e istituzionali della città per un risultato tanto incerto.
Massafra merita una politica che si misuri sui fatti, merita che ogni mossa, ogni adesione, ogni cambio di campo venga valutato per ciò che produce in concreto per i suoi cittadini, per le sue strade, per le sue famiglie.
Se questa operazione si rivelerà un riallineamento dettato da convenienze di partito, i massafresi sapranno
riconoscerlo, come hanno sempre fatto.La nostra Lista resta convintamente all’opposizione, come da mandato ricevuto dagli elettori. Non è nostra abitudine giudicare le persone. È invece nostro dovere dire con chiarezza ciò che altri preferiscono tacere. Noi saremo qui, come sempre, a vigilare nell’interesse e per il bene esclusivo di Massafra e dei suoi cittadini.
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