Nel santuario della Madonna della Scala di Massafra, il rettore don Nino Pensabene ha diffuso un videomessaggio con cui invita i fedeli della città e del territorio a partecipare al giubileo per il 250 anniversario del patrocinio, che inizierà il 20 febbraio e proseguirà per un anno, con l’obiettivo di rafforzare il legame della comunità con un luogo considerato centrale nella devozione mariana locale e di accompagnare il cammino con progetti e appuntamenti di carattere religioso e culturale.
Nel suo intervento il rettore richiama l’identità del santuario, «un luogo straordinario», anche per la collocazione «nel letto di una gravina», e sollecita i massafresi a sentirlo «casa propria», partecipando con maggiore continuità alle attività e offrendo, se possibile, un contributo concreto all’organizzazione. Don Pensabene parla dell’avvio di «vari progetti» e del lavoro in corso con l’equipe che lo affianca per definire il programma del duecentocinquantesimo anniversario, annunciando «diversi eventi» e «momenti di aggregazione» legati anche alla riscoperta culturale, storica e artistica del santuario, con un riferimento all’«affresco che si trova sull’altare maggiore».
Nel videomessaggio, il rettore ribadisce inoltre la volontà di mantenere il santuario vissuto e accessibile: «tenere questo luogo aperto vuol dire tenerlo vivo», sottolinea, collegando l’apertura quotidiana e la partecipazione alle celebrazioni alla possibilità di far conoscere il sito anche alle nuove generazioni. «Massafra è una città mariana», aggiunge, invitando a «riscoprire le origini e le radici della propria devozione» e il legame con la Vergine Maria.
Accanto al richiamo per il giubileo, vengono ricordati gli appuntamenti ordinari: le sante messe feriali il lunedì, mercoledì, giovedì e sabato alle 17, la domenica la messa alle 11 e, due volte al mese di mercoledì, l’adorazione eucaristica alle 19 con l’animazione del gruppo di preghiera. Il santuario, viene spiegato, resta «sempre aperto mattina e pomeriggio compreso anche nei giorni festivi».
Il rettore conclude definendo il periodo che si aprirà da febbraio come «un anno di grazia», chiedendo una presenza più ampia della comunità in un luogo descritto come spazio di pace e di grande spiritualità, «dove si respira la presenza della Vergine Maria», sotto «lo sguardo e la protezione» della Madonna della Scala.
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