Teresa Errico
A seguito delle modifiche alla TARI approvate il 30 luglio, l'Osservatorio A.P.P.R.O.D.I., attraverso una dura presa di posizione firmata da Teresa Errico, ha espresso forte criticità nei confronti delle nuove misure introdotte dall'amministrazione cittadina.
Secondo l'analisi del centro studi, il provvedimento creerebbe disparità tra i contribuenti, fissando la soglia di accesso alle agevolazioni domestiche a un ISEE di 9.360 euro ed escludendo le famiglie poco al di sopra di tale limite. L'osservatorio evidenzia inoltre come il contributo del 30% per la disabilità grave venga assorbito dall'esenzione per basso reddito, non garantendo sostegni aggiuntivi ai nuclei più indigenti con invalidi a carico. Le polemiche si concentrano anche sulle misure per il borgo antico.
Ecco la nota stampa integrale:
Il nuovo Regolamento favorisce i soliti noti, penalizza le famiglie fragili e svuota le casse del Comune.
La TARI a Massafra non è più solo una tassa sui rifiuti: è diventata lo specchio di una politica tributaria ingiusta e miope.
L'ultima revisione del Regolamento, approvata il 30 luglio, invece di mettere ordine nelle casse comunali e aiutare chi ha davvero bisogno, crea cittadini di serie A e cittadini di serie B.
L'amministrazione racconta la favola del "sostegno al commercio", ma nei fatti firma un provvedimento che solleva enormi dubbi di equità e di sostenibilità finanziaria.
Sulle utenze domestiche l'ingiustizia è palese:
ISEE sopra i 9.360 euro?
Per l'amministrazione sei "ricco" e non hai diritto a nulla.
Disabilità in famiglia? Un'illusione.
Il contributo del 30% per la disabilità grave viene interamente riassorbito dall'esenzione per basso reddito.
Tradotto: le famiglie più indigenti con persone con disabilità a carico non ricevono nemmeno un euro in più di aiuto concreto per le spese assistenziali.
Il capolavoro politico si consuma sulle attività commerciali del Centro Storico:
Sconto del 100% (quota fissa e quota variabile) a chi apre un'attività esclusivamente nel corso del 2026.
Un risibile 20% (solo sulla quota variabile) a chi il Centro Storico lo tiene in vita da anni, attraversandone i periodi più bui.
Perché premiare in modo così sproporzionato solo chi apre in questa specifica "finestra temporale"?
La coincidenza con le nuove vetrine che stanno aprendo o riorganizzandosi proprio nel borgo antico lascia spazio a più di un dubbio. Non sembra un piano di rilancio strategico, ma una misura pensata per rispondere a richieste specifiche.
Massafra è un Comune che storicamente fatica a incassare i tributi e che si trascina pesanti buchi di gettito. Regalare il 100% della TARI ai nuovi arrivati significa una sola cosa: il mancato gettito lo pagheranno tutti gli altri cittadini e i commercianti storici, quelli che continuano a versare regolarmente le tasse.
Senza contare l'appesantimento operativo dell'Ufficio Tributi, che difficilmente potrà controllare la condotta elusiva di chi chiude e riapre con un nuovo nome e una nuova partita IVA solo per non pagare la TARI.
Siamo davanti a una manovra di breve respiro, mascherata da "aiuto alla città": un regolamento che punisce la fedeltà fiscale, dimentica le famiglie bisognose e rischia di affossare definitivamente il bilancio comunale. Massafra non ha bisogno di corsie preferenziali o di concessioni temporanee: ha bisogno di equità, trasparenza e rispetto per i contribuenti.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

