Palagiano, visuale aerea
© Antonino Coppola · ViVi
Il Piano urbanistico generale del Comune di Palagiano, atteso da 46 anni, è stato dichiarato compatibile dalla Regione Puglia con la delibera di giunta 1397 del 13 ottobre scorso, subordinando tuttavia l'efficacia del provvedimento al recepimento di ben 74 condizioni e prescrizioni che impongono una revisione profonda dell'impianto progettuale.
La presa di posizione critica arriva dal movimento politico-culturale PalagianoinComune, che attraverso un comunicato stampa analizza le conseguenze del provvedimento regionale sostenendo che l'atto amministrativo smentisca le impostazioni fondamentali adottate dalla giunta guidata dal sindaco Lasigna.
Secondo quanto denunciato dalla stessa sigla politica, tra i rilievi sollevati dall'ente regionale figurerebbe l'assenza del parere della sezione regionale Autorizzazioni ambientali relativo alla Valutazione ambientale strategica, un elemento che il movimento definisce imprescindibile secondo la normativa regionale per poter dichiarare la compatibilità del piano.
La nota diffusa dal gruppo politico contesta inoltre il calcolo demografico, ritenuto eccessivo dal momento che il documento urbanistico prevedeva 5.578 nuovi abitanti da insediare nell'arco di quindici anni a fronte di un decremento della popolazione registrato negli ultimi anni, spingendo così l'amministrazione a ridimensionare in modo drastico gli ettari destinati a nuove edificazioni.
Sempre secondo la versione del movimento, la Regione avrebbe evidenziato la sovrastima delle aree riservate agli insediamenti produttivi, fissate a 80 ettari complessivi, e la non adeguatezza delle zone destinate allo sviluppo turistico della fascia costiera, giudicate in parte incoerenti con le tutele paesaggistiche vigenti.
Nel dettaglio della località Chiatona, la Regione avrebbe stabilito che non saranno possibili interventi diretti, imponendo invece un'analisi approfondita sullo stato di attuazione e sulla qualità degli spazi pubblici, mentre per la pineta vengono contestati il raddoppio dell'indice di fabbricabilità fondiaria, passato da 0,04 a 0,08 metri cubi su metro quadro, insieme a perplessità su premialità attribuite a edifici turistici situati in aree vincolate.
La nota di PalagianoinComune rimarca infine come anche la disciplina dei comparti rurali e della zona agricola sia stata interamente ribaltata, portando il lotto minimo a 10.000 metri quadrati e limitando l'asservimento alle sole aziende agricole.
Il movimento conclude imputando la responsabilità di quella che definisce una perdita di tempo e uno spreco di risorse pubbliche a una gestione della cosa pubblica improntata, a loro dire, all'arroganza e all'esclusione, auspicando che d'ora in poi l'azione amministrativa proceda con rigore nell'esclusivo interesse della comunità.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

