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Rischio idrogeologico: occhi puntati sui fiumi Lenne e Lato

Scalera durante un sopralluogo Scalera durante un sopralluogo

L’area rurale che ricade nei comuni di Palagiano, Palagianello, Castellaneta, Laterza e Ginosa è a rischio inondazioni e per questo la Regione dovrebbe intervenire immediatamente per la messa in sicurezza. Ne è certo il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera che già nel novembre del 2023 presentò una richiesta di audizione per affrontare l’argomento.

Oggi, con nuovo intervento, il consigliere eletto tra le fila della Lega ha riacceso i riflettori sulla salvaguardia del territorio in provincia di Taranto, promettendo di inviare una nuova richiesta di audizione, coinvolgendo non solo gli assessori regionali all’Ambiente e alla Difesa del suolo ma anche i vertici dell’Autorità di Bacino, il presidente della Provincia di Taranto e il sindaco di Palagiano. «Urge mettere in campo interventi per contrastare il dissesto idrogeologico e per pianificare un percorso sicuro di progettazione, messa in sicurezza del territorio, attraverso studi approfonditi e appropriati della situazione dal punto di vista idraulico e geomorfologico» ha dichiarato.

Stando alle sue parole, l’area maggiormente a rischio sarebbe quella di «Pino di Lenne» nel territorio di Palagiano: «Si tratta di una porzione di territorio compreso tra i bacini idrografici del fiume Lenne e del fiume Lato. Erano e sono costantemente soggetti a periodiche inondazioni causate dall’assetto generale idrogeomorfologico, ma anche da una serie di interventi antropici che hanno modificato nel tempo il regolare deflusso delle acque».

Scalera ha parlato di piene alluvionali che si registrano ogni anno e di ingenti danni alle colture agricole del territorio: «E’ proprio quello che è accaduto nei giorni scorsi alla foce del fiume Lenne – ha rimarcato – e oggi quella foce si presenta completamente occlusa da enormi masse di sabbia trasportate dalle recenti mareggiate. Questa barriera naturale sta provocando una pericolosa stagnazione delle acque, sta mettendo a rischio la fauna ittica e minaccia i terreni agricoli situati a monte perché sono a rischio inondazioni dovute all'innalzamento del livello idrico. Di fronte a questo scenario – ha concluso Scalera - è urgente e improrogabile intervenire per consentire l’immediata apertura del varco».

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