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Sicurezza e integrazione: interviene Gioventù Nazionale

Alessio Pinto Alessio Pinto

A seguito delle recenti dichiarazioni rese da alcuni rappresentanti della comunità africana di Massafra riguardo alla vicenda della struttura adibita a luogo di culto, è intervenuto Alessio Pinto, presidente locale di Gioventù Nazionale, per diffondere una nota ufficiale.

Il movimento giovanile ha espresso la propria posizione in merito alla chiusura dell'immobile e alle dinamiche sociali della città.

Nella nota diffusa, il presidente Alessio Pinto ha argomentato il proprio punto di vista riportando considerazioni e valutazioni puntuali: «Non accettiamo che ogni critica rivolta a fenomeni di degrado, illegalità o mancata integrazione venga automaticamente bollata come razzismo.

La legalità non ha nazionalità e la sicurezza non ha colore della pelle. Se una struttura viene chiusa perché non rispetta le norme di sicurezza o perché non è regolare non siamo davanti a un atto di odio contro una comunità. Siamo davanti all'applicazione della legge. E la legge, in uno Stato serio, deve valere per tutti.

Gioventù Nazionale ribadisce il pieno rispetto della libertà religiosa prevista dalla Costituzione, ma considera altrettanto imprescindibile il rispetto delle norme urbanistiche, igienico-sanitarie e di sicurezza.

Siamo favorevoli al dialogo, ma il dialogo deve essere reciproco. Non può ridursi alla richiesta di diritti e servizi. Chi vive in questa città deve essere disposto anche ad assumersi responsabilità verso questa città.

Non vogliamo criminalizzare nessuna comunità e non accettiamo generalizzazioni. Chi lavora, rispetta la legge e contribuisce positivamente alla vita della città deve essere tutelato e considerato una risorsa, indipendentemente dalla sua origine. Ma proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di parlare anche dei problemi quando si verificano.

Risse, episodi di violenza, abbandono di rifiuti e comportamenti che compromettono il decoro urbano devono essere affrontati senza guardare alla nazionalità di chi li commette, ma senza nemmeno nascondere la realtà per paura di essere accusati di razzismo.

Non chiediamo a nessuno di rinunciare alla propria cultura o alla propria fede – afferma Pinto – chiediamo una cosa molto più semplice: rispettare Massafra. Le sue strade, le sue piazze, i suoi cittadini e le sue regole. Chiediamo all'amministrazione comunale una strategia che non sia fatta di annunci e selfie ma di presenza e controllo costante, prima che la situazione possa degenerare.

La sicurezza – conclude Pinto – deve essere concreta. I cittadini devono poter vivere la propria città tranquillamente, senza dover rinunciare alla vivibilità delle proprie strade e delle proprie piazze. Per questo è necessario ascoltare chi vive e lavora nel centro cittadino, coordinare tutte le istituzioni coinvolte e intervenire prima che le situazioni diventino emergenze. Il silenzio non porta da nessuna parte: davanti ai problemi bisogna avere il coraggio di parlarne e, soprattutto, di trovare soluzioni».

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