Il sindaco di Ginosa, Vito Parisi
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L’amministrazione comunale di Ginosa respinge le accuse di ostruzionismo sollevate da Ecologistic dopo il tavolo del 15 settembre al Mimit, dichiarandosi pronta a una soluzione extragiudiziale a patto che vengano formalizzati atti chiari e definiti da sottoporre al consiglio comunale. La posizione dell’ente arriva all’indomani del confronto istituzionale al ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle successive prese di posizione dell’azienda, al centro di una complessa vertenza giudiziaria e istituzionale.
Il quadro delineato dall’esecutivo cittadino comprende diversi nodi intrecciati: il contenzioso pendente davanti al Tar, la richiesta di trasferimento della piena proprietà dell’ex stabilimento Miroglio a Ecologistic e la definizione degli impegni reciproci per chiudere la controversia. «Stiamo mettendo in campo ogni energia, ogni competenza e ogni strumento per difendere il Comune di Ginosa in una delle vertenze giudiziarie e istituzionali più impegnative e delicate che abbiamo mai affrontato», afferma l’amministrazione comunale, respingendo le ricostruzioni che dipingono l’ente come un ostacolo al raggiungimento di un accordo. «Quando si mette in discussione il ruolo dell’amministrazione su una vicenda che riguarda il futuro del territorio, non si colpiscono soltanto il sindaco, la giunta o i consiglieri: si mette in discussione un’intera comunità e il diritto di Ginosa a essere ascoltata, rispettata e coinvolta nelle decisioni che la riguardano».
In merito all’eventuale cessione del bene immobile, la giunta sottolinea la necessità di un passaggio consiliare informato e trasparente: «Se quella soluzione deve comportare il trasferimento della proprietà di un bene oggi del Comune, o comunque impegni rilevanti per l’Ente, il Consiglio Comunale deve essere coinvolto pienamente. E per coinvolgerlo servono atti chiari. Bisogna sapere cosa si propone, a quali condizioni, quali obblighi assume il Comune e quali effetti produce quella scelta».
Relativamente all’ipotesi di un comodato d’uso a lungo termine dell’area, l’amministrazione precisa che la proroga gratuita non costituisce una proposta estemporanea dell’ente, bensì una soluzione già indicata dalla Filctem Cgil lo scorso mese come possibile punto di equilibrio tra lavoratori, investimenti e collettività. L’esecutivo si dice disponibile ad approfondire tale opzione all’interno di un iter trasparente.
Dalla sede municipale viene sollevata anche una contestazione formale sulla conduzione dei verbali dei tavoli istituzionali, ritenuti non sempre fedeli nel riportare le dichiarazioni e le ragioni espresse dal comune. «Non possiamo accettare che quei tavoli servano a cristallizzare una narrazione unilaterale, non confutata e poi certificata attraverso verbali che non riportano compiutamente le posizioni del Comune», ribadisce l’esecutivo, confermando comunque la volontà di proseguire il confronto a condizione che vengano garantiti quattro elementi cardine: la tutela dei lavoratori, la tutela degli investimenti, la tutela dell’ambiente e la tutela del territorio.
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