Ginosa, via San Giovanni si rifà il look: recupero ambientale per l'accesso al villaggio Rivolta

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di Giovanni Olivieri
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La strada di accesso al villaggio Rivolta
La strada di accesso al villaggio Rivolta ©

Pulizia generale della viabilità, ripristino dei muretti a secco, pavimentazione, faretti segnapasso e staccionata: sono gli interventi previsti dal progetto di recupero ambientale dell’antico sentiero di via San Giovanni nel rione Rivolta della gravina di Ginosa.

Il Comune di Ginosa è tra gli aggiudicatari dell’apposito bando del “GAL - Luoghi del Mito’’ (Intervento 4.1 “la rete percettivo/testimoniale del parco rurale delle gravine”). Il finanziamento ammonta a 95 mila euro.

«Siamo di fronte a una sorta di mosaico: tassello dopo tassello, intervento dopo intervento, il lavoro svolto sta restituendo l’immagine che il nostro centro storico e antico merita e che vogliamo condividere col mondo - dichiarano in coro il sindaco di Ginosa Vito Parisi e l’assessore Emiliana Bitetti - grazie a questi interventi sarà possibile dare nuovo lustro a un autentico pezzo di storia del nostro territorio.

Via San Giovanni - aggiungnono - è tra le principali strade di accesso allo splendido villaggio rupestre di Rivolta con il suo sistema di case-grotta interamente scavate nella roccia. Un sito unico, che deve essere pienamente accessibile, in modo da essere scoperto e riscoperto».
 
Come si apprende, il processo di riqualificazione del villaggio Rivolta è iniziato lo scorso anno, con la totale sostituzione della palizzata lungo l’intero percorso e il rifacimento dell’ingresso in Via Belledonne. Da allora, non si è mai fermato. 

L'orgoglio dell'amministrazione è doppio, anzi quadruplo, visti gli ulteriori tre progetti da parte di associazioni ginosine finanziati dal GAL con le altre misure, che abbracciano sia il paesaggio rupestre che quello costiero.

«Attraverso l’impegno da parte di pubblico e mondo associativo - concludono sindaco e assessore -, è possibile creare una rete concreta e sinergica, caratterizzata da interventi in grado di incidere, di creare consapevolezza nelle persone delle nostre bellezze, oltre a modificare positivamente il rapporto con esse.

Quello intrapreso è un percorso di emancipazione culturale, di cambiamento, che lentamente sta mostrando i suoi frutti».

Giovanni Olivieri