"La Pace che vorremmo", concluso il percorso della Pascoli di Massafra

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visibility802 - domenica 28 febbraio 2021
di La Redazione
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L'incontro online
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Si è concluso con l’incontro online del 26 febbraio il percorso educativo-didattico intitolato "La Pace che vorremmo", progettato dal dipartimento umanistico dell'istituto comprensivo Pascoli di Massafra a beneficio delle terze classi della scuola secondaria di primo grado, nell’ambito del curricolo di educazione civica.

«Ormai da diversi anni, gennaio è dedicato alla Pace, ed è per questo che le docenti di italiano e storia hanno deciso di scegliere questo mese per lavorare intensamente in classe, in modo interdisciplinare, sul dramma, purtroppo mai estinto, della guerra».

Ha esordito in una nota il dirigente dell'istituto comprensivo Pascoli Gianluigi Maraglino.

«Già all’interno del curricolo di storia - ha continuato -, gli alunni delle terze classi, in questo periodo dell’anno, studiano la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, mentre, contemporaneamente, affrontano la tematica della guerra anche dal punto di vista letterario, leggendo ed analizzando poesia e narrativa dedicata al tema.

Un tema tanto atroce, però, non può essere affrontato senza avvertire anche l’urgenza di “piantare semi di speranza” nei cuori dei ragazzi, ed è per questo che il percorso didattico è stato finalizzato alla riflessione sulla necessità di diffondere il più possibile una cultura della Pace, dando voce ai testimoni di ieri e di oggi che per la Pace si sono battuti e si battono fino in fondo, senza risparmiarsi.

Il lavoro in classe è stato supportato ed integrato da incontri on line con testimoni che, offrendo la propria esperienza personale e diretta, hanno emozionato e profondamente arricchito gli alunni dal punto di vista umano.

Il primo incontro, coincidente con la Giornata della Memoria, il 27 gennaio, ha avuto come protagonista Giovanni Antonicelli, figlio di Angelo Antonicelli, partigiano massafrese detenuto per qualche mese nel campo di concentramento di Mauthausen, in Austria. In questa occasione, il sig. Antonicelli ha offerto ai ragazzi la copiosa documentazione frutto delle sue ricerche sulla terribile esperienza vissuta dal padre e l’occasione è stata propizia per approfondire gli orrori dello sterminio nazi-fascista.

Il 10 febbraio, in occasione della Giornata del Ricordo, le terze classi hanno incontrato, invece, la Silva Cuomo, figlia della signora Giuseppina Laico, esule dai territori dalmati nel secondo dopoguerra e testimone della tragedia delle Foibe. La signora Cuomo  ha rievocato, tra l’interesse degli alunni,  i propri ricordi, ancora vividi, di bambina oppressa dalla guerra, dalle persecuzioni, dai bombardamenti.

Il percorso, tuttavia, non sarebbe stato completo se non avesse tentato anche una difficile esplorazione dello scenario delle guerre di oggi. Ad approfondire questo argomento con i ragazzi, rispondendo alle loro tantissime domande, è intervenuto, il 26 febbraio, Gennaro Giudetti, operatore umanitario per numerose ONG, tra cui “Medici senza frontiere”, testimone vivente degli orrori di tante guerre che ancora funestano il mondo attuale. Giudetti è stato in Albania, in Kenia, in Palestina, in Libano, nel Congo, nel Niger, nella Repubblica Centrafricana e nello Yemen. Ha preso parte ai corridoi umanitari che hanno permesso alle famiglie siriane di arrivare in Italia in aereo in maniera sicura e protetta. Ha partecipato ad operazioni di ricerca e soccorso dei migranti nel Mar Mediterraneo e, più di recente, ha lavorato per Medici senza Frontiere, negli ospedali di Codogno e Lodi e nelle carceri italiane per far fronte alla pandemia Covid, portando l’esperienza di gestione di altre epidemie, come quelle di ebola e di colera affrontate in Congo. L’avventurosa e coraggiosa esperienza del giovanissimo Giudetti è stata anche oggetto di un docu-film intitolato “La febbre di Gennaro”.

Un incontro indimenticabile per dei ragazzi di soli tredici anni, ormai incamminati con decisione e con tutto il proprio giovane entusiasmo sulla via della Pace».