Massafra in festa per il patrono San Michele Arcangelo

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di Luigi Serio
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San Michele Arcangelo
San Michele Arcangelo © Luigi Serio

Ogni anno si rinnova per i massafresi l'attesa per la festa in onore del patrono, l’Arcangelo San Michele.

Massafra ormai da secoli si affida all’Arcangelo e lo considera celeste patrono e difensore delle famiglie.

Il programma della festa patronale prevede l'inizio della novena venerdì 20 settembre alle 19, predicata da don Luisantonio Antonazzo del clero dell'arcidiocesi di Taranto.

Domenica 22 settembre, invece, le sante messe saranno alle 8, 10:30, 12 e 19; mentre il 29 settembre, solennità di San Michele, le messe saranno alle 8, 10:30, 12 e la santa messa delle 18 sarà presieduta dal vescovo della diocesi di Castellaneta monsignor Claudio Maniago, durante la quale verrà offerto dal sindaco di Massafra l'olio per alimentare la lampada del Santissimo Sacramento.

Al termine della celebrazione eucaristica la solenne processione, che si snoderà tra le seguenti vie: piazza Pio XI, via Emanuele Scarano, via Vittorio Veneto, viale Guglielmo Marconi, via Colonnello Scarano, piazza Vittorio Emanuele, corso Italia, via Caduti della Nave Roma, piazza Garibaldi, via Vittorio Veneto, via Emanuele Scarano, piazza Pio XI.

Il culto di san Michele Arcangelo è molto diffuso sia in Oriente che in Occidente: ne danno testimonianza le innumerevoli chiese, ma anche santuari, monasteri e monti a lui intitolati, come Monte Sant’Angelo sul Gargano, dove è apparso e si è rivelato come il combattente e difensore contro satana e i suoi adepti.

Difensore della Chiesa, la sua statua compare sulla sommità di Castel Sant’Angelo a Roma ed è protettore del popolo cristiano, come un tempo lo era dei pellegrini medievali contro le insidie che incontravano lungo la via.

Nel sito “Santi e Beati” è riportata l’esperienza di Papa Leone XIII: il 13 ottobre 1884, dopo aver terminato di celebrare la Santa Messa nella cappella vaticana, restò immobile una decina di minuti in stato di profondo turbamento. In seguito si precipitò nel suo studio. Fu allora che il Papa compose la preghiera a San Michele Arcangelo. Successivamente racconterà il Pontefice di aver udito Gesù e Satana e di aver avuto una terrificante visione dell’Inferno: «Ho visto la terra avvolta dalle tenebre e da un abisso, ho visto uscire legioni di demoni che si spargevano per il mondo per distruggere le opere della Chiesa ed attaccare la stessa Chiesa che ho visto ridotta allo stremo. Allora apparve San Michele e ricacciò gli spiriti malvagi nell’abisso. Poi ho visto San Michele Arcangelo intervenire non in quel momento, ma molto più tardi, quando le persone avessero moltiplicato le loro ferventi preghiere verso l’Arcangelo».

Riportiamo solo la versione abbreviata scritta da papa Leone XIII così come è riportata dal Rituale Romano e pubblicata nel 1902: «Gloriosissimo Principe della Milizia Celeste, Arcangelo San Michele, difendeteci in questa ardente battaglia contro tutte le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Venite in soccorso degli uomini creati da Dio a sua immagine e somiglianza e riscattati a gran prezzo dalla tirannia del demonio. Voi siete venerato dalla Santa Chiesa quale suo custode e patrono, ed a Voi il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi celesti. Pregate, dunque, il Dio della pace a tenere schiacciato satana sotto i nostri piedi, affinché non possa continuare a tenere schiavi gli uomini e a danneggiare la Chiesa. Presentate all’Altissimo, con le Vostre, le nostre preghiere, perché scendano presto su di noi le Sue Divine Misericordie e Voi possiate incatenare il dragone, il serpente antico satana ed incatenarlo negli abissi. Solo così non sedurrà più le anime».