Nasce a Taranto "Quote Rosa della Musica", la rivoluzione musicale al femminile

Attualità
visibility161 - sabato 25 gennaio 2020
di Andrea Carbotti
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Il logo di "Quote Rosa della Musica" ©

Parte da Taranto un nuovo contenitore di idee musicali, e un nuovo modo di proporle al pubblico: si chiama "Quote Rosa della Musica" e cercherà di dare più spazio e più voce alle donne, spesso sottovalutate e danneggiate dal sistema musicale proprio a causa del genere di appartenenza.

Figlio della redazione di "ParoleIndie", una webzine seguitissima che si occupa di musica, film, serie TV e cultura giovanile, il progetto "Quote rosa della Musica" nasce per sponsorizzare l'espressione artistica femminile non solo nella sfera musicale, come, invece, suggerisce il titolo. "Quote rosa della Musica", infatti, promuove le donne nella cultura e nelle arti: dalla poesia alla moda, passando ovviamente per la musica.

L'obiettivo, come spiegano le ragazze di "Quote Rosa", è quello di dar voce alle donne, ascoltare le loro storie e la loro musica, esaltarne l'importanza in ambito artistico, e fornir loro un bacino d'utenza attivo ed interessato, invitando festival e istituzioni del settore a coinvolgere delle artiste e, magari, a fregiarsi del logo di "Quote Rosa della Musica", che garantisce la presenza attiva di donne all’interno del cast di un festival o di una manifestazione.

La redazione, composta da cinque giovani donne tra i venti e i venticinque anni, è online sui social e su internet dal 13 gennaio scorso, al fianco di numerose artiste da tutta Italia, per colmare il gap di genere che, proprio da noi, sembra essere in uno stato piuttosto avanzato. Infatti, sembra assurdo che, ancora oggi, si debba ancora discutere sulla parità di genere, persino nel mondo dell’arte, ma secondo alcuni studi, anche nel settore musicale, come altrove, nascere donna comporta degli svantaggi lavorativi.

«Anche per questo - confessano -, siamo un vero e proprio garante della figura femminile e delle sue priorità artistiche e personali, per sensibilizzare quanto più possibile la causa delle donne, nelle arti e nella musica».

Andrea Carbotti