Il sogno di Marica, dal liceo "Vico" di Laterza alla Normale di Pisa

Attualità
visibility4516 - martedì 30 giugno 2020
di Andrea Carbotti
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Marica Brizio
Marica Brizio ©

Da studentessa di liceo, è stata l'unica tarantina ad essere ammessa ai corsi di orientamento universitario della Normale di Pisa, superando un iter di selezione serratissimo a cui partecipano ogni anno centinaia di candidati di altissimo livello.

La "primatista" è Marica Brizio, 18 anni, studentessa del "Vico" di Laterza, che è appena risultata tra i 66 studenti selezionati su domanda diretta, secondo precisi criteri di motivazione, profilo e rendimento scolastico, dopo la partecipazione a un bando nazionale.

Presentata dalla professoressa Mariella Sangiorgio, che le insegna italiano, Marica sarà ospite del prestigioso ateneo per seguire uno dei corsi previsti per questa estate, al quale parteciperanno circa 180 studenti: 150 segnalati dagli istituti scolastici, mentre i restanti selezionati su domanda diretta, come, appunto, Marica.

Per una settimana, decine di ragazzi di quarto liceo si avvicineranno alle materie universitarie, parleranno di prospettive, lavoro e preparazione per l’accesso alle facoltà a numero chiuso, spaziando dal sapere scientifico a quello umanistico, per maturare una scelta più consapevole e matura.

Oltre a una pagella d'oro, Marica ha anche le idee abbastanza chiare: «Sono da sempre un tipo determinato - scrive di sé l'allieva del "Vico" -, convinta che la conoscenza venga prima dell'azione. Mi piacciono il diritto e le istituzioni sociali e politiche nazionali ed estere.

Amo la storia e adoro esplorare la “cultura" dei padri, dalla quale deriva anche la mia. Alla luce di tutto ciò, l’idea di avere un primo approccio all'università tramite la Scuola Normale, mi regala una fortissima spinta motivazionale».

Pensando al suo futuro, Marica, che ama viaggiare ed è molto curiosa, nutre progetti davvero ambiziosi: «La mia più grande ambizione è di sedere al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, ma sarebbe altrettanto bello combattere, come avvocato, al fianco dei più deboli; non ultima, mi piacerebbe la carriera diplomatica».

Andrea Carbotti