Tumore al seno, ottobre mese della prevenzione: il parere della dottoressa Girardi

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di Andrea Carbotti
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La senologa Antonia Girardi
La senologa Antonia Girardi ©

La dottoressa senologa Antonia Girardi, specializzata in chirurgia oncologica della mammella, lo ripete anche alle sue pazienti dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, fondato da Umberto Veronesi: «Prendetevi cura di voi, fate gli esami di screening oncologico».

Dal 1 ottobre, in occasione del mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno in tutto il mondo, la dottoressa Girardi offre delle visite senologiche nella sua città di origine, Gioia del Colle, e ha in programma anche un evento per fare il punto sullo stato della lotta alla malattia, la più diffusa tra le donne del nostro Paese, ma sempre più curabile e guaribile.

La dottoressa Girardi alzerà il velo su una delle conseguenze più preoccupanti del Covid-19: la sospensione per molti mesi degli accertamenti per il tumore alla mammella, questione che inizia ad allarmare i medici.

Nei giorni scorsi l'abbiamo intervistata:

A cosa ci riferiamo quando parliamo di prevenzione? Quand'è il momento di alzare maggiormente la guardia?
Quando parliamo di prevenzione al carcinoma mammario parliamo di prevenzione secondaria, cioè di esami di controllo periodici che possono permettere la diagnosi precoce e quindi delle cure tempestive. L’auto palpazione è il primo strumento alla portata di ciascuna donna, anche a casa propria. La visita senologica corredata di esami strumentali, invece, sono strategie efficaci per trovare il cancro in fase iniziale e poterlo combattere. Tutte le donne dovrebbero fare prevenzione sin da 25 - 30 anni di età. Storie familiari di tumore mammario, ovarico sono certamente un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Dalla chirurgia radioguidata, che permette l’asportazione di noduli non palpabili della mammella, a quella robotica: come si interviene oggi sul cancro?
La chirurgia negli anni è sempre più conservativa, con l’obiettivo di asportare tessuti malati salvaguardando tessuti sani. Ad oggi spesso si fa diagnosi di piccoli tumori di pochi millimetri che vengono sottoposti a chirurgia radioguidata, ovvero si localizza il tumore pre-operatoriamente con albumina radiomarcata ed in sala operatoria una sonda ci permette di identificare precisamente l’area da asportare. Quando i tumori sono mutlicentrici, estesi, è necessaria l’asportazione di tutta la mammella, la cosiddetta mastectomia con possibilità di ricostruzione plastica immediata per garantire dei buoni risultati estetici. In fase sperimentale, la mastectomia con tecnica robotica e ricostruzione, un approccio all’avanguardia, che necessita solo di una piccola incisione in sede ascellare.

Chemioterapia e radioterapia: un passaggio obbligato dopo ogni intervento?
La radioterapia è un importante alleato della chirurgia, complementare dopo la chirurgia conservativa, ma indicata in alcuni casi selezionati dopo mastectomia e dissezione ascellare. La chemioterapia viene somministrata dopo l’intervento sulla base delle caratteristiche biologiche e della stadiazione del tumore. Non è sempre necessaria, talvolta basta terapia endocrina.

L’incubo di un tumore che può arrivare è più forte della paura di un intervento che modifica il corpo. Alcune donne (vedi Angeline Jolie) si sono sottoposte ad asportazione di ovaie o mammelle. È vero che alcuni soggetti sono più predisposti di altri? Da quali fattori dipende?
La mammella è storicamente un organo legato alla femminilità, alla maternità per cui il cambiamento che comporta la chirurgia spesso è difficile da accettare, soprattutto per le donne più giovani, la chirurgia conservativa e la ricostruzione plastica immediata aiutano molte donne a trovare una nuova dimensione e ad accettarsi in un “nuovo corpo”. Ci sono dei casi, in cui la chirurgia non è curativa ma profilattica, mi spiego meglio, alcune donne presentano delle mutazioni genetiche che le espongono ad un alto rischio di sviluppare un tumore mammario (rischio aumentato del 60%) oppure ovarico, per questo devono affrontare programmi di sorveglianza molto stretti e interventi chirurgici per ridurre il rischio di ammalarsi di tumori molto aggressivi.

Quali contromisure prendere e qual è l'impatto psicologico che un intervento del genere ha solitamente sui pazienti?
Interventi più o meno demolitivi possono non essere accettati dalle donne, che si sentono private della loro femminilità; inoltre la paura della malattia e della terapia, il terrore di “abbandonare” i propri figli rendono il percorso di guarigione complesso. Il senologo per loro deve essere un punto di riferimento che le deve guidare durante la cura e se necessario è previsto un sostegno psico-oncologico per affrontare più serenamente la malattia.

Non solo donne: il numero di uomini con tumore al seno è in continua crescita. Perché?
Esatto, anche l’uomo può essere affetto da tumore mammario, molto meno delle donne per la piccola componente ghiandolare. Il Registro Nazionale Tumori stima nel 2019, circa 500 nuovi casi di tumore maschile della mammella (contro gli oltre 53.000 delle donne). Anche per l’uomo l'incidenza sta lievemente aumentando e interessa anche i giovani (meno di 45 anni). Talvolta si tratta di portatori di mutazioni genetiche dei famosi geni BRCA, che aumentano il rischio di sviluppare tumore mammario e non solo.

Piccola curiosità: le donne in gravidanza hanno uguali probabilità di ammalarsi di cancro? Come si procede in tal caso?
Data l’età alla prima gravidanza posticipata in quest’era, è sempre più frequente il riscontro di tumori durante la gravidanza. Che fare? Non nascondere la testa sotto la sabbia, ma rivolgersi presso centri di riferimento per avere cure adeguate che non mettono a repentaglio la salute del bambino e permettono il trattamento della donna dalla sua malattia.

Quali sono le buone pratiche di prevenzione che consiglia alle sue pazienti?
Io consiglio una visita senologica periodica, durante la visita a seconda dell’età, della storia clinica, della storia familiare della paziente concordo con lei gli esami strumentali e laboratoristici necessari. A tutte le donne consiglio l’autopalpazione, molto efficace, infatti tante donne scoprono il tumore sotto la doccia.

La dottoressa Antonia Girardi (clicca qui per visitare la sua pagina Facebook) riceve nella clinica polimedica Peucezia a Gioia del Colle, in via Goito 16/a.

Per informazioni, prenotazioni visite e consulenze, chiamare al 333 6560162 o allo 080 3435414.

Andrea Carbotti