Massafra: illuminata la speranza con l'accensione del maestoso albero di Natale

Attualità
visibility789 - sabato 28 novembre 2020
di La Redazione
Più informazioni su
L'accensione dell'albero di Natale
L'accensione dell'albero di Natale ©

Ieri sera è stato il piccolo Flavio ad illuminare il maestoso albero di Natale di ben 25 metri, che svetta in piazza Vittorio Emanuele di Massafra per essere ben visibile da molti punti della città.

Il sindaco Fabrizio Quarto, nel suo breve messaggio di saluto, ha evidenziato come nel momento storico che stiamo attraversando, così triste e carico di dubbi, stringersi intorno all’albero di Natale è come sentirsi a casa, protetti. «Posto nella principale piazza della Città è come se fosse allocato nel nostro salotto - ha detto Quarto - nel nostro soggiorno, proprio come segno di appartenenza a questa comunità.

Dare il via all’accensione dell’albero è illuminare la nostra speranza; è intravedere una luce alla fine del tunnel; è una occasione per amare ancora di più Massafra».

Le luminarie artistiche realizzate dalla società De Cagna di Maglie sono posizionate in molte strade e piazze della Città, dalle principali alle piccole viuzze e slarghi del centro storico, per concentrarsi nella piazza Garibaldi con la Torre dell’Orologio, nella Gravina dall’illuminazione cangiante, sugli spalti del Castello Medievale e sul cupolone del Duomo.


Centinaia e centinaia di metri di cavi, migliaia e migliaia di lampadine scintillanti accompagneranno il percorso natalizio.

Il sindaco ha sottolineato come tutto ciò sia stato reso possibile grazie alla profonda sinergia venutasi a creare tra amministrazione comunale e Commercianti uniti dal Distretto Urbano del Commercio.

Come hanno più volte detto l’assessore alle Attività Produttive Raffaello Di Bello e il presidente della locale sezione di Confcommercio Angelo Melone, i fondi del DUC sono stati impegnati nelle artistiche luminarie per creare un forte attrattore e “invogliare” ad usufruire del commercio di vicinato. Il covid19 ha messo il suo malvagio “zampino”, ma ciò non deve far perdere la speranza di superare la crisi sanitaria ed economica.