Energie rinnovabili, maxi truffa nell'agro di Ginosa: sequestri e deferimenti

Cronaca
visibility1875 - giovedì 14 ottobre 2021
di La Redazione
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Guardia di Finanza di Taranto
Guardia di Finanza di Taranto ©

La Guardia di Finanza di Taranto ha eseguito un decreto di sequestro preventivo riguardante beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, per un ammontare complessivo di 56 milioni di euro.

Il provvedimento rappresenta la conclusione di indagini finalizzate ad accertare l’indebita percezione di contributi statali erogati dalla “G.S.E. S.p.a.” (Gestore dei Servizi Energetici) per le fonti di energie rinnovabili nel settore del fotovoltaico.

Ad 8 società, aventi sede nelle province di Milano, Bergamo, Lecco e Bolzano, viene infatti contestata l’illecita percezione di contributi pubblici, per un totale di 15 milioni di euro, attraverso la realizzazione in agro di Ginosa di 4 impianti di produzione di energia elettrica tramite conversione fotovoltaica, ciascuno dei quali di potenza superiore al massimo consentito di 1 MW.

Le attività investigative hanno consentito in particolare di appurare che l’illecita realizzazione sarebbe stata posta in essere anche attraverso la produzione di documentazione artificiosa al Comune di Ginosa, attestante l’illecito frazionamento dei 4 impianti in 11 parchi fotovoltaici, limitrofi tra loro, ciascuno dei quali di potenza di poco inferiore a 1 MW.

Complessivamente sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 12 persone (fra i rappresentanti legali ed amministratori delle citate società) a vario titolo, per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

Il provvedimento odierno riguarda il sequestro degli 11 parchi fotovoltaici, il cui valore complessivo ammonta a 26 milioni di euro, nonché di beni e disponibilità finanziarie, a carico dei responsabili delle società in argomento, fino alla concorrenza dei predetti 15 milioni di euro di contributi illecitamente percepiti.

Nell’ambito dello stesso provvedimento magistratuale è stato altresì disposto il sequestro preventivo, per la responsabilità amministrativa degli enti coinvolti, di beni e disponibilità finanziarie riconducibili alle suindicate 8 società, per ulteriori 15 milioni di euro.