Arrestato l'ex presidente della Provincia Martino Tamburrano

Cronaca
visibility29880 - giovedì 14 marzo 2019
di Federica D'Onghia
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Un vero e proprio terremoto giudiziario che ha scosso, alle prime luci dell’alba, il mondo politico e imprenditoriale del tarantino. Su disposizione della Procura della Repubblica ionica, i militari del nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del locale Tribunale, nei confronti dell’ex presidente della Provincia Martino Tamburrano, del dirigente del settore pianificazione e ambiente dell’ente di via Anfiteatro,Lorenzo Natile, di Federico Cangialosi e Mimmo Natuzzi, rispettivamente presidente e membro della commissione di gara per la raccolta di rifiuti solidi urbani del comune di Sava, di 2 imprenditori attivi nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti Pasquale Lonoce e sua figlia Rosalba, e del procuratore speciale di una società gestore di una discarica ubicata nel comune di Grottaglie, Roberto Venuti.

In carcere sono finiti, oltre Martino Tamburrano, anche Lorenzo Natile, Pasquale Lonoce e Roberto Venuti, mentre sono attualmente ai domiciliari Rosalba Lonoce, Federico Cangialosi e Mimmo Natuzzi.

L’operazione ha visto impegnati finanzieri nelle provincie di Taranto, Roma, Bari e Milano, per l’esecuzione dei provvedimenti e delle perquisizioni presso uffici pubblici e numerose sedi societarie.

Le indagini riguardano, in particolare, l’iter amministrativo per la concessione dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica di Grottaglie in contrada Torre Caprarica richiesta dalla società che la gestisce.

Il gruppo, costituito dall’ex presidente della Provincia, dal dirigente dello stesso Ente e da imprenditori operanti tra l’altro nel settore dello smaltimento e gestione rifiuti, avrebbe tratto vantaggi in denaro e beni attraverso atti corruttivi che hanno consentito notevoli indebiti guadagni.

Si sarebbe accertato, anche attraverso l’ausilio di attività tecniche, che la società proprietaria della discarica di Grottaglie in contrada Torre Caprarica - aveva terminato la sua attività di raccolta in quanto il sito era ormai colmo, senza possibilità di poter conferire ulteriori RSU.

Nell'agosto del 2017 la Provincia di Taranto, dopo i pareri negativi degli organi preposti, aveva respinto la richiesta di ampliamento.

Il procuratore legale della società, sfruttando i buoni uffici Pasquale Lonoce, avrebbe iniziato a tessere stretti rapporti illeciti con il Presidente pro tempore della Provincia ionica, finalizzati a valutare nuovamente, la richiesta “rigettata” di rilascio dell'autorizzazione per il sopraelevamento della discarica di ulteriori 15 metri rispetto al livello di colmata.

A fronte di tali accordi, Tamburrano si sarebbe attivamente adoperato per nominare un nuovo comitato tecnico e un compiacente Dirigente del Settore Ambiente, figura fino ad allora ricoperta dal segretario provinciale.

I pubblici ufficiali, a fronte di tale impegno contrario ai propri doveri, avrebbero ricevuto denaro e altre utilità, tra queste ultime l’ex presidente della Provincia avrebbe ottenuto, tra le altre, contributi per finanziare la campagna elettorale della moglie alle ultime elezioni politiche per il Senato.

L’accordo corruttivo era talmente esplicito che il ritardo nel completamento dell’iter amministrativo aveva generato le vibrate rimostranze del corruttore che lamentava, per ogni giorno di inattività un mancato guadagno costituito dai ricavi derivanti dal conferimento in discarica dei rifiuti.

Le modalità di corresponsione delle dazioni illecite si sono rivelate particolarmente ingegnose e innovative e, per lo più, elaborate nel corso di incontri conviviali tra gli indagati.

I fondi da destinare ai pubblici ufficiali infedeli venivano costituiti attraverso l’affidamento dei lavori di sanificazione della discarica alle società riconducibili all’imprenditore sammarzanese. I pagamenti per tali prestazioni, risultati sovrafatturati, erano in buona parte destinati a corrispondere il prezzo della corruzione.

Il rappresentante legale della discarica, attraverso l’intermediazione del titolare di un autosalone, avrebbe donato all’ex presidente della Provincia, quale ulteriore compenso illecito, una autovettura di lusso del valore commerciale di circa 50 mila euro.

La gestione degli affari illegali da parte di Tamburrano si è spinta fino all’affidamento diretto, all’imprenditore di San Marzano, di lavori per somma urgenza e necessità in occasione degli eventi di calamità naturale verificatisi nell’estate del 2018, facendo fruttare compensi per ulteriori 95 mila euro circa.

Infine, è stato accertato che Tamburrano si sarebbe prodigato per pilotare anche la gara di appalto per i servizi di raccolta rifiuti del Comune di Sava, influendo sul giudizio tecnico di due professionisti, facenti parte della commissione di gara, permettendo di far vincere l’appalto allo stesso imprenditore amico, attraverso una delle sue imprese.