Coronavirus a Massafra e Laterza: ecco come stanno le cose

Cronaca
visibility64241 - martedì 17 marzo 2020
di La Redazione
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Coronavirus in azienda: con un video pubblicato su Facebook, l’impresa massafrese Cisa spa ha raccontato come stanno i fatti:

«Ho deciso di registrare questo video - ha spiegato Teresa Rizzo di Cisa - perché vorrei informare tutta la popolazione massafrese sulla verità semplice e pura, la verità su quello che è successo nella nostra azienda.

In questi giorni è stato fatto tanto sciacallaggio: tante notizie false che hanno disorientato; io, invece, vi riporto i dati oggettivi facilmente riscontrabile e inconfutabili.

Le persone che hanno speculato su questa situazione, facendo sciacallaggio sulla nostra azienda e i nostri dipendenti, nonché su mio marito (ndr Antonio Albanese), verranno denunciati nelle sedi opportune.

La ricostruzione dei fatti: il 26 e il 27 febbraio scorso, un ingegnere di Torino si reca nei nostri uffici della Cogeam e lavora a stretto contatto con un nostro dirigente. Dopo la sua partenza, cioè il 28 febbraio, il nostro dirigente ha cominciato ad accusare un malessere generale e si assenta dagli uffici dal 29 febbraio. Gli viene diagnosticata un'influenza e quindi curata come un'influenza.

Verso fine settimana, visto che comunque non riesce a migliorare e il fiato diventa sempre più corto, lui e la moglie si recano all'ospedale Santissima Annunziata per fare una TAC. Qui gli viene diagnosticata una polmonite batterica e non virale. La moglie chiede e implora i dottori di fare il tampone ma loro ritengono che non sia necessario perché non ha i sintomi del COVID-19.

Tornano a casa e lunedì, siamo già al 9 marzo, il fiato diventa sempre più corto: si recano nuovamente al Santissima Annunziata e il nostro dipendente viene ricoverato nel reparto di Medicina (i medici non avevano nessuna intenzione di fargli il tampone e non consideravano il possibile contagio).

Resta in Medicina fino al 10 marzo quando, finalmente, l'ingegnere di Torino ci invia un sms, dicendoci che è affetto da Coronavirus. A questo punto allertiamo tutti quanti e avviamo il protocollo legale. Chiudiamo la palazzina, mandiamo i nostri dipendenti e i nostri collaboratori Cisa e Cogeam a casa e sanifichiamo la stessa sera gli ambienti.
Avvertiamo la moglie del nostro dirigente, la quale parla con i dottori e il giorno seguente, quindi siamo già al 11 marzo, il tampone viene finalmente eseguito.

Il risultato positivo purtroppo arriva dopo 13 ore: la sera dell’undici marzo.

Il nostro dipendente, intanto, il 10 marzo era stato nel frattempo trasferito dal Santissima Annunziata al reparto Infetti dell'ospedale Moscati.

Il giorno successivo, quindi il giovedì 12 marzo, l'Asl ci contatta e comincia ad eseguire una serie di tamponi su persone che potevano essere venute a contatto con il nostro dirigente. Attendiamo i risultati e questi risultati sono tutti negativi. L'Asl, poi, comunica il tutto al primo cittadino di Massafra, e la vicenda diviene mediatica.

Tra i tamponi eseguiti, però, c'era anche quello fatto al nostro collaboratore di Laterza che, nel frattempo il 9 mattina, avverte spossatezza: non ha febbre, non ha ancora tosse. Ha fatto anche lui il tampone insieme agli altri il giovedì mattina e anche lui è risultato negativo.

L'unico tampone a non essere eseguito il giovedì, perchè un infermiere non aveva avuto il tempo, viene eseguito il venerdì mattina sul nostro collaboratore che vive a Crispiano, il cui risultato lo riceviamo il sabato mattina: positivo.

A questo punto l'Asl contatta tutti gli altri colleghi, eventualmente possibili contagiati, venuti a contatto con il nostro dipendente di Crispiano.

Quindi, inizia tutta un'altra serie di tamponi. I risultati si sono avuti, chiaramente, dopo un giorno e tra questi c'è anche la signora (ndr di Massafra) di cui si è parlato e che ha fatto un solo tampone in vita sua, risultato positivo.

Tengo a precisare che questi nostri dipendenti, oltre ad un po’ di tosse iniziale non hanno sintomi, stanno benissimo, non hanno febbre, non hanno nulla. Quindi nulla ci poteva far pensare che fossero positivi, nè tanto meno sono mai usciti di casa dal 10 marzo, come da protocollo di legge.

Questo nostro collaboratore di Laterza, risultato negativo insieme a noi a questo punto comincia a preoccuparsi: “come è possibile - pensava - che un collega con cui sono stato a contatto per tutto il giorno è positivo ed io negativo?”.

A questo punto chiede all'ospedale di eseguire un altro tampone. Il tampone gli viene rifatto, risultando... positivo.

Stamattina, infine, stanno eseguendo un altro tampone sempre sulla stessa persona (il nostro collaboratore di Laterza).

Il nostro collaboratore di Laterza, risultato negativo il venerdì, sarebbe stato spostato nel reparto di Medicina di Castellaneta e grazie al nostro sostegno morale, si è imputato, rifiutando il trasferimento per evitare di contagiare altri ambienti, finché non avesse avuto il risultato del successivo tampone.
Questo significa impegno e responsabilità civica.

Concludo il discorso dicendo che altri tamponi, probabilmente, l'Asl continuerà a farli, e che parte nostra c'è stato sempre il massimo impegno.
Chiedo a tutta la cittadinanza - la chiosa- di attenersi solo ed esclusivamente ai dati ufficiali. Grazie».