I sindacati: «Al Comune di Mottola il confronto viene in secondo o terzo piano»

Politica
visibility609 - giovedì 09 luglio 2020
di Andrea Carbotti
Più informazioni su
Il Municipio di Mottola
Il Municipio di Mottola © Web

Non si arrendono ai provvedimenti che il Comune di Mottola ha preso nei loro confronti: sono i sindacati dei dipendenti comunali, di nuovo sul piede di guerra dopo una nota del segretario generale sull'opportunità di impiegare gli autisti di scuolabus nel servizio di misurazione della temperatura all'ingresso degli uffici.

Le sigle sindacali (Cgil e Csa - Fiadel), già protagoniste di un botta e risposta in piena emergenza sanitaria, hanno definito "senza criterio" le scelte degli amministratori, accusati di sfuggire ad ogni tipo di confronto coi dipendenti, relegato "in secondo o in terzo piano".

Secondo i rappresentanti sindacali Mimmo Matarrese, Giovanni De Santo e Antonio Marra, il Comune ha preferito la collaborazione di alcune associazioni di volontariato, salvo richiedere successivamente il contributo dei dipendenti.

«Inascoltati - scrivono -, abbiamo offerto collaborazione e disponibilità. All'epoca ci fu risposto che "le scelte le fa l'Amministrazione". È giusto, ma non può esserci impedito di far notare a tutti un atteggiamento schizofrenico nella gestione delle cose».

Oggi, oltre agli ingressi incontrollati negli uffici, i sindacati lamentano altri problemi: la carenza di divise per gli operatori del cimitero e del canile, a cui mancherebbero uniformi estive e dispositivi di protezione; e il fatto che gli ausiliari del traffico indossino delle uniformi, forse illegittime, con la scritta "polizia locale".

Per ultimo, hanno parlato dell'accordo col Comune di Ginosa per l'assunzione di nuovi agenti di polizia locale, stracciato dopo diciotto mesi dalla firma: «Anche in questa situazione si è verificato uno spreco di risorse, certamente anche in termini di inutili perdite di tempo.

Ci stiamo facendo il callo, ma non faremo mai l’abitudine - concludono i rappresentanti -. Continueremo ad avanzare proposte per quello che riteniamo essere il bene di tutti, e ci auguriamo che nel futuro i rapporti siano basati sul dialogo, sul confronto e sul rispetto».

Andrea Carbotti