La nuova vita di Anna Maria Semeraro, analista finanziario a Toronto

La Redazione Massafresi nel Mondo
visibility1720 - ViviWebTv - lunedì 05 agosto 2019
Anna Maria Semeraro
Anna Maria Semeraro © Luigi Serio

Ritorna l'appuntamento con la rubrica "Massafresi nel mondo" e lo facciamo in grande stile con una giovane massafrese che si trova a 8 mila chilometri di distanza.

Conosciamo insieme Anna Maria che qualche anno fa ha fatto la scelta di allontanarsi dalla sua città per inseguire il suo sogno. Ed eccola qui, ve la presentiamo insieme alla sua storia.

Nome? Anna Maria Semeraro.

In che Paese e città vivi? Toronto, capitale delle provincia di Ontario in Canada.

Che professione/attività svolgi? Foreign Exchange Analyst.

Cosa ti ha spinto a lasciare la tua terra d'origine? Dopo la maturità al Liceo Linguistico Internazionale Aristosseno di Taranto ho lasciato Massafra per studiare all'Università "La Sapienza" di Roma, prima, e per formare famiglia e lavorare in Emilia Romagna, poi. Ma è dallo scorso anno che qui a Toronto ho finalmente ritrovato la mia dimensione. Ci ero già stata per uno scambio culturale nel 2002. Finché, dopo una vacanza estiva nel 2017, che ha portato nuova linfa, nel 2018 abbiamo mollato tutto, casa e lavoro insoddisfacente a tempo indeterminato in Italia, per un salto nel vuoto lungo 8 mila km.

Noi 4, come sempre insieme in tutte le avventure, il mio compagno Michele, nostra figlia Aurora Sophia, il nostro gatto London e io. Alcuni parenti sono ancora increduli e un po' critici, ma abbiamo il pieno supporto e incoraggiamento dei genitori. E tutt'ora ci chiediamo: perché non lo abbiamo fatto prima?

Quale sogno avevi lasciato nel tuo paese d'origine? Si è poi realizzato? Pur avendo un lavoro stabile come impiegata, il mio sogno è sempre stato quello di realizzarmi in campo internazionale economico-finanziario, per mettere a frutto i miei studi. Ho dovuto conseguire ben due diverse lauree per approfondire le conoscenze nei settori di mio interesse, lingue ed economia, apparentemente distanti per tanti, ma inevitabilmente affini per me, quando in Italia ancora non c'era la possibilità come oggi, in alcuni atenei, di ottenere una doppia laurea. E che dire, finalmente ho avuto la mia rivincita. Arrivata a Toronto, la prima offerta di lavoro che ricevo, senza neanche aver inviato la mia candidatura, è presso uno dei maggiori istituti di credito canadesi... un sogno diventato realtà!

Le più grandi difficoltà di un massafrese/italiano all'estero? Reperire facilmente cibo italiano, semplice e genuino. Poi capisci dove rifornirti e sei salvo. Al resto, con pazienza e buona volontà, ci si adatta.

Avverti mai la nostalgia della terra natia? Sì, di famiglia e amici, nonché del mare. Ovviamente non abbandoniamo le tradizioni italiane e, ad esempio, nel weekend non mancano focaccia e panzerotti rigorosamente fatti in casa.

Tre pro e contro di Massafra, e del Paese in cui vivi adesso? Massafra ha un paesaggio rupestre mozzafiato, ricco di storia e cultura; ha cibo genuino e di qualità e grande spirito di accoglienza; ha il Castello e la Cupola di San Lorenzo, che appena li vedi da lontano, di ritorno da un lungo viaggio, fanno subito casa.

Per contro la generale aspettativa che qualcun altro possa risollevare le sorti di tutti - Baffone has come and gone - va a discapito del progresso che potrebbe invece decollare, se ci fosse maggiore spirito di iniziativa. Toronto è piena di opportunità, se ti rimbocchi le maniche, qualunque sia la tua occupazione, i frutti non tardano ad arrivare.

Se qualcosa ti spetta, ti viene riconosciuto e in tempi brevi. La sensazione, stando per un po’ in questa metropoli, è che sia così aperta, organizzata, tollerante e multietnica. Non guardano con sospetto al tuo passato, ma ti incoraggiano a metterlo a frutto per costruirti un futuro. A quale evento/concerto/sagra/spettacolo vuoi partecipare? E' tutto a portata di metropolitana! Certo, il costo della vita potrebbe risultare notevole a chi non è abituato ai prezzi delle metropoli, ma il potere d'acquisto è di certo più elevato che in Italia.

Un reale problema di Toronto è il traffico - qui c'è chi impiega anche 3 o 4 ore al giorno, andata e ritorno, per il tragitto casa/lavoro, date le distanze con le zone limitrofe. E ciò che è in fase di potenziamento, perché davvero ce n'è bisogno, sono linee ferroviarie e metropolitane.

L'inverno è decisamente lungo, con neve e temperature che raggiungono i -30 gradi. E con grande stupore, tutti i servizi sono sempre funzionanti, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Quindi la neve, purtroppo, qui non è una buona scusa per restare a casa da lavoro/scuola. Un aspetto fondamentale di cui noi Italiani non ci rendiamo conto, finché non siamo all'estero, è il nostro elevato livello di preparazione sia culturale che professionale. Perciò dovremmo far tesoro di quanto abbiamo l'opportunità di apprendere nelle nostre scuole.

All'estero il livello teorico è notevolmente più scarso. Tuttavia, ciò che ci rende meno competitivi in alcuni ambiti professionali è la possibilità di approdare nel mondo del lavoro troppo tardi. Quindi le nostre approfondite conoscenze teoriche si rivelano poco fruibili se non siamo in grado, con la pratica sin da giovanissimi, di stare al passo con un mondo del lavoro che è in continua evoluzione.

Che atteggiamento hanno all'estero nei confronti degli italiani? Tutti qui a Toronto, soprattutto nel ceto medio-alto, amano la cultura italiana, la nostra lingua, la cucina… ne sono affascinati. Perciò qui ti senti orgoglioso di essere italiano, percepisci anche la riconoscenza per il grande lavoro che tanti Italiani hanno svolto e svolgono tutt'oggi per contribuire a rendere il Canada un posto migliore.

Quali i tuoi progetti futuri? Sono molto grata per quanto realizzato e mi ritengo felice e fortunata per gli affetti veri che mi circondano. Tuttavia continuare a sognare non costa nulla, e chissà che un giorno...

Torneresti a Massafra o rifaresti la scelta di andar via? A Massafra ci torno temporaneamente, appena posso, per affrancare il cuore. Il mio istinto sinora mi ha portato a girovagare, per cogliere e portare con me quanto di buono c'è altrove, in modo da arricchire i valori che la mia terra di origine e la mia famiglia mi hanno trasmesso.

Un saluto per i massafresi nella lingua del tuo nuovo Paese? Bye guys, take good care!

Luigi Serio