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ALLUVIONE, IL DRAMMA DEI NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE

ALLUVIONE, IL DRAMMA DEI NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE ALLUVIONE, IL DRAMMA DEI NOSTRI AMICI A 4 ZAMPE | © Castellaneta

Tornano a far parlare le piogge torrenziali che si sono abbattute su Castellaneta e Ginosa qualche giorno fa.  L'impeto dell'acqua ha coinvolto anche il canile della città di Valentino, completamente travolto dalla furia del nubifragio. 

Quella di lunedì 8 ottobre poteva essere una strage per il nostro canile, se volontari e cittadini non fossero subito intervenuti. Nonostante il pronto intervento  però, 30 dei 120 cani ospitati sono rimasti per ore, sotto mezzo metro di acqua.



LA SITUAZIONE A CASTELLANETA: L'Anta, nel tardo pomeriggio di quel lunedì sconvolgente aveva subito diramato, tramite facebook, una richiesta di aiuto ai cittadini perchè il canile era stato interessato in maniera importante dalla violenza dell'alluvione. 

Grazie a Ornella Colapietro responsabile e custode giudiziario del canile e ad altri volontari accorsi sul posto danni maggiori alla struttura ed ai nostri amici a quattro zampe sono stati subito scongiurati. Sul posto, dopo vani tentativi di contattare i Vigili del Fuoco ed altri mezzi di soccorso, è intervenuta un' autospurgo proveniente da Taranto. Così i cani infreddoliti e terrorizzati sono stati portati al caldo e riempiti di coccole.

Ad oggi la situazione appare serena. « Questo - spiega Ornella Colapietro - significa dover far fronte ad altre spese ed ulteriore impiego di tempo, il tutto senza l'aiuto dell'amministrazione. Il nuovo canile - continua la responsabile- doveva essere aperto per il 4 ottobre, pochi giorni prima dell'alluvione; se i tempi fossero stati rispettati forse questa disavventura si sarebbe evitata.»

LA SITUAZIONE A GINOSA: A Ginosa la situazione è apparsa sicuramente più preoccupante. All'alba del 9 ottobre, i primi tre operatori, costretti a forzare un blocco della protezione civile per passare, si sono ritrovati davanti agli occhi uno spettacolo spaventoso: la strada di accesso alla struttura distrutta, i box divelti, i muretti di contenzione crollati, le reti e le porte dei box piegati, tutti i cani fuori. Davanti ad ogni passo compiuto dagli operatori c'era solo devastazione. Cuoricino e Primula sono solo due dei sette cani che hanno perso la vita perchè annegati, schiacciati dai muretti crollati, precipitati nel dirupo alle spalle degli ultimi box il cui pavimento era ceduto. 

Messo da parte con coraggio lo choc iniziale, gli operatori ginosini si sono rimboccati le maniche e hanno iniziato a ripulire il tutto. La notizia del disastro al canile di Ginosa si è sparsa immediatamente e poco dopo sono arrivati i rinforzi grazie all'intervento dei volontari dei paesi limitrofi.

Tutti insieme hanno ripristinato molti box invasi dal fango, lavorando incessantemente con pale e cariole. L'infermeria, dove il fango aveva raggiunto un'altezza di 40 cm è stata ripulita completamente e sia i cuccioli che i cani più vecchiotti, messi al caldo.

La storia insegna che con i se e con i ma non si va avanti, quindi ora la parola d'ordine dev'essere ricostruire, magari anche grazie all'aiuto delle rispettive amministrazioni. 

Maria Milano

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