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Atti vandalici a Ginosa, imbrattate due moto della Polizia Locale

Atti vandalici a Ginosa, imbrattate due moto della Polizia Locale Atti vandalici a Ginosa, imbrattate due moto della Polizia Locale

A distanza di alcuni giorni dal verificarsi dei fatti, la comunità di Ginosa si trova ad affrontare le conseguenze di un grave episodio di vandalismo ai danni del corpo di Polizia locale.

Nella giornata di sabato, due motociclette in dotazione al Comando municipale sono state sfregiate con le diciture "Acab" e "1312", sigle note per la loro connotazione apertamente ostile verso gli apparati di sicurezza.

Sull'accaduto sono attualmente in corso gli accertamenti investigativi condotti dall'Arma dei Carabinieri, intervenuta per avviare i rilievi del caso e ricostruire la dinamica dell'azione.

L'episodio ha sollevato un'ondata di indignazione nelle istituzioni cittadine e ha spinto il primo cittadino, Vito Parisi, a prendere una posizione netta attraverso una nota formale in cui esprime ferma condanna per quanto avvenuto e richiama alla difesa dei valori di legalità.

Pur evidenziando la volontà di attendere con rispetto l'esito delle indagini e il lavoro degli inquirenti prima di giungere a conclusioni definitive, il sindaco ha sottolineato che «imbrattare con le scritte “Acab” e “1312” due motociclette della Polizia locale non è una semplice bravata da liquidare con leggerezza».

Nel ribadire la piena solidarietà e la vicinanza dell'amministrazione comunale a tutte le forze dell'ordine, Parisi ha evidenziato come tali gesti offendano «chi ogni giorno indossa una divisa al servizio dello Stato» e feriscano la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per la sicurezza collettiva. La gravità dell'atto risiede principalmente nel suo potenziale simbolico e nell'interrogativo circa la sua matrice: «Sarà stata una ragazzata? Oppure un gesto più grave e consapevole? Saranno gli investigatori a stabilirlo. Ma è impossibile non interrogarsi sulla natura e sul significato di un atto rivolto direttamente contro i mezzi della Polizia locale».

Di fronte alla possibilità che l'evento possa celare intenti intimidatori o alimentare un clima di contrasto verso la presenza dello Stato sul territorio, la risposta istituzionale non si è fatta attendere. Il primo cittadino ha infatti formalizzato una richiesta di incontro con il prefetto affinché il caso venga esaminato sotto ogni profilo di competenza, rimarcando l'esigenza di non sottovalutare segnali che potrebbero incidere sulla serenità della cittadinanza e sul lavoro dei presidi di vigilanza.

Parisi ha infine tenuto a difendere l'integrità del tessuto sociale di Ginosa e Marina di Ginosa, definendole comunità sane e composte da cittadini che credono nel rispetto delle regole, invocando una reazione coesa contro ogni tentativo di disgregazione: «Di fronte a episodi come questo non servono né paura né silenzio. Serve l’unità di tutti. Perché chi tenta di dividere o di intimidire deve sapere che troverà una comunità compatta, istituzioni presenti e uno Stato che non arretra di un passo».

Contestualmente, la posizione dell'amministrazione rimane vigile anche in merito ad altre criticità emersamente sul territorio, incluse recenti minacce ed eventuali ripercussioni segnalate nell'ambito della controversa gestione del Porto Canale, vicende che la municipalità intende approfondire con la massima cautela e il massimo rigore nelle sedi preposte.

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