la spiaggia della Perla dello Jonio
© ViVi
All’indomani della sentenza sul cosiddetto «Caso Ginosa», che sul piano pratico ha visto il comune ionico vedersi riconosciuta la legittimità delle gare anticipate al 2025, i concessionari balneari si fanno sentire e rivendicano comunque la portata innovativa dei principi di diritto fissati dai giudici di Palazzo Spada. Principi generali che, d'ora in avanti, offrirebbero nuove prospettive di tutela a tutta la categoria in Italia.
Secondo la tesi difensiva dei balneari, rappresentati e difesi dall’avvocato Danilo Lorenzo, la vera svolta risiede nel definitivo chiarimento sulla portata della proroga tecnica al 30 settembre 2027. Il Consiglio di Stato ha infatti stabilito che questo rinvio temporale non è un mero espediente abusivo, bensì una misura transitoria legittima, in linea con la Direttiva Bolkestein e con il trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.
La condizione posta dai giudici è una sola: che il termine sia finalizzato a consentire alle amministrazioni comunali il tempo tecnico necessario per avviare e concludere le procedure di gara.
Viene così smentita quella parte della giurisprudenza amministrativa di primo grado che considerava il termine del 2027 come un rinvio automaticamente illegittimo e per i balneari si tratta di una pronuncia fondamentale: i comuni non possono ignorare la legge nazionale per procedere a tappe forzate, a meno che non abbiano già completato i bandi.
Accanto al tema della proroga, la difesa dei concessionari evidenzia poi un altro pilastro a tutela della continuità d'impresa: la legittimità dell’occupazione delle aree demaniali da parte del gestore uscente fino alla stipulazione definitiva del nuovo atto concessorio. Un principio che mira a bilanciare la concorrenza con la salvaguardia degli investimenti esistenti.
Ed è proprio sul passaggio di consegne e sui tempi tecnici che l'avvocato Lorenzo solleva i dubbi più pesanti, destinati a fare giurisprudenza. Cosa accade nelle ipotesi in cui si sia proceduto a un'assegnazione provvisoria ma i nuovi titoli non siano stati ancora sottoscritti nel pieno della stagione estiva, a causa delle lungaggini per ottenere le autorizzazioni dei manufatti? E quale sarà il destino dei lotti se i progetti dei vincitori dovessero scontrarsi con vincoli edilizi, paesaggistici e ambientali? Interrogativi che restano aperti e che rischiano di paralizzare i litorali.
La partita decisiva per il futuro della categoria, infine, si sposta sullo spiraglio della mappatura delle coste. Il Consiglio di Stato ha ribadito che l'obbligo di applicare la Direttiva Bolkestein può essere superato qualora un'adeguata e motivata istruttoria dimostri che la risorsa spiaggia non sia scarsa. Una valutazione che d'ora in avanti dovrà essere qualitativa e non quantitativa.
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

