Da sinistra: Ramunno e Fisicaro
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I consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Saverio Ramunno ed Emanuele Fisicaro segnalano che il centro per l’impiego di Massafra, destinato a chiudere temporaneamente per lavori di ristrutturazione finanziati con fondi Pnrr ottenuti da ARPAL, è stato smistato su Taranto e Castellaneta e che questa situazione, a loro dire, sta creando disagi per gli utenti e un possibile «rischio concreto del mancato pagamento dei sussidi» per chi deve effettuare la presa in carico mensile.
Nel comunicato, Ramunno e Fisicaro indicano che l’intervento sul centro per l’impiego avrebbe una durata stimata di circa sei mesi e sostengono che la necessità di una sede alternativa fosse nota da tempo. «La necessità di trasferire temporaneamente il servizio era nota da mesi e c’era tutto il tempo per individuare una sede alternativa, garantendo continuità operativa. Invece, mentre si preferiva inseguire la propaganda sui social, Massafra è rimasta senza soluzioni», scrivono.
Secondo i due consiglieri, ARPAL Puglia avrebbe sollecitato più volte l’amministrazione comunale per ottenere locali idonei a ospitare temporaneamente 11 unità di personale, senza ricevere risposte. «ARPAL avrebbe inoltre evidenziato che, senza una sede alternativa, sarebbe scattato, come effettivamente avvenuto, il trasferimento di personale e attività nei centri per l’impiego più vicini, Taranto e Castellaneta», riportano.
Il comunicato evidenzia anche l’impatto sui comuni serviti: «Il trasferimento, oltre a causare evidenti disagi agli utenti, riguarda non solo Massafra ma anche Mottola e Palagiano, coinvolgendo una platea ampia di cittadini, molti dei quali percettori di prestazioni assistenziali», si legge, con riferimento ad ADI e SFL. «Ed è questo l’aspetto più drammatico, perché per molte persone, spesso in condizioni economiche fragili, la mancata presa in carico mensile può avere conseguenze pesantissime, fino al rischio concreto del mancato pagamento dei sussidi», aggiungono.
Ramunno e Fisicaro riferiscono inoltre di un sopralluogo svolto nel dicembre 2025 in un locale nel vecchio Comune di Massafra, indicato come possibile sede temporanea, ma «attualmente occupato da un archivio» e con «tempi di sgombero» definiti incerti. Nel testo si afferma che ARPAL avrebbe chiesto la piena disponibilità del locale entro il 29 dicembre 2025 e che «al 10 gennaio, nonostante ulteriori solleciti nell’ultima settimana, il Comune non ha fornito alcun riscontro».
In chiusura, i due consiglieri sintetizzano la loro posizione: «Questa è la realtà: con questa amministrazione gli ultimi restano ultimi e Massafra continua a perdere servizi e dignità. Solo in campagna elettorale la città diventa improvvisamente importante». E aggiungono: «Serve una svolta immediata: meno propaganda e più lavoro, meno post e più soluzioni. Una città non si governa con la comunicazione, ma con i fatti».
La vicenda, per come viene descritta nel comunicato, ruota attorno all’individuazione di una sede temporanea che garantisca la continuità del servizio durante i lavori Pnrr e riduca i disagi per gli utenti interessati dallo spostamento delle attività su Taranto e Castellaneta.
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