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CON DESIATI PER PARLARE DI HEYSEL, TRENT'ANNI DOPO LA TRAGEDIA

CON DESIATI PER PARLARE DI HEYSEL, TRENT CON DESIATI PER PARLARE DI HEYSEL, TRENT'ANNI DOPO LA TRAGEDIA | © MassafraLo scrittore martinese Mario Desiati sarà a Crispiano venerdì 10 luglio alle ore 19, ospite della libreria AmicoLibro in via Regina Elena 86, per presentare il suo nuovo libro, “La notte dell'innocenza. Heysel 1985, memorie di una tragedia”, edito da Rizzoli . Dialogherà con l'autore il giornalista Vincenzo Parabita.Il nuovo lavoro di Desiati è una rievocazione, 30 anni dopo, di uno dei momenti più tragici dello sport mondiale visto con gli occhi increduli di un bambino davanti alla tv. È una riflessione sull’eredità dell’Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent’anni fa? Cos’ha lasciato agli appassionati di calcio, alla nostra cultura sportiva, al Paese tutto e al suo immaginario? Siamo cresciuti da allora o siamo rimasti lì, con il calcestruzzo insanguinato che si sgretola sotto i piedi, in uno stadio sempre più desolatamente vuoto?IL LIBRO 29 maggio 1985. Mario è un bambino di otto anni, felice perché il pomeriggio ha calzato per la prima volta nella sua vita un paio di scarpe da calcio con i tacchetti di ferro ed emozionato perché la sera la sua Juventus contenderà al Liverpool la Coppa dei Campioni nella finale in programma al vecchio stadio Heysel di Bruxelles. Le strade si svuotano, tutto il paese si ferma per assistere alla partita e anche Mario rientra precipitosamente a casa ancora sporco di terra. Accende il televisore sulle ultime note della sigla dell’Eurovisione e non può sapere che all’Heysel si è appena consumata una delle più gravi tragedie della storia del calcio. Non è il solo. Quando la diretta comincia in pochi ne hanno la percezione – a cominciare dal telecronista Bruno Pizzul –, in pochissimi conoscono la verità. Il bilancio finale sarà di trentanove morti e oltre seicento feriti, ma, sia pure in ritardo di un’ora e mezza e in una cornice spettrale, la partita verrà giocata ugualmente. Lo spettacolo non si ferma o meglio, come commentò Michel Platini diversi mesi più tardi, «quando cade l’acrobata, entrano i clown». La notte dell’innocenza è una ricostruzione chirurgica della diretta che incollò al televisore milioni di italiani sgomenti, impauriti, disgustati; è la rievocazione della partita vista con gli occhi increduli di un bambino, è una riflessione sull’eredità dell’Heysel: cosa ci ha lasciato quella notte di trent’anni fa? Cos’ha lasciato agli appassionati di calcio, alla nostra cultura sportiva, al Paese tutto e al suo immaginario? Siamo cresciuti da allora o siamo rimasti lì, con il calcestruzzo insanguinato che si sgretola sotto i piedi, in uno stadio sempre più desolatamente vuoto? L’AUTOREMario Desiati dopo aver vissuto a Martina Franca ed essersi laureato in Legge si è trasferito a Roma, dove è stato capo-redattore della rivista Nuovi Argomenti ed editor junior della Mondadori. Dal 2008 al 2013 è stato direttore editoriale di Fandango Libri. Ha esordito come poeta e risulta incluso in varie antologie. In prosa il suo primo romanzo è "Neppure quando è notte" (peQuod, 2003). Nel 2006 è uscito "Vita precaria e amore eterno" per la Mondadori, con il quale ha vinto il premio per l'impegno e la letteratura civile Paolo Volponi. Nel 2006 ha curato l'antologia sul lavoro precario: "I laboriosi oroscopi" (editcoop). Per l'editore Minimum Fax nel 2007 ha curato "Voi siete qui", un'antologia coi migliori esordienti pubblicati nelle riviste letterarie italiane. Collabora con L'Espresso, Grazia, La Repubblica e L'Unità. Nel 2008 è uscito il suo terzo romanzo "Il paese delle spose infelici" (Mondadori) con il quale ha vinto il premio Mondello e dal quale è stato tratto il film di Pippo Mezzapesa. Nel 2009 è uscito il reportage "Foto di classe - U uagnon se n'ascìot" (Laterza). Con il romanzo "Ternitti" (Mondadori), invece, è stato finalista al Premio Strega 2011. Nel 2013 è uscito "Il libro dell'amore proibito" (Mondadori). Nel 2014 ecco il libro per ragazzi "Mare di zucchero" (Mondadori). Ad aprile di quest'anno, infine, è la volta de "La notte dell'innocenza. Heysel 1985, memorie di una tragedia" (Rizzoli).

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