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Dipendenti Comune di Castellaneta: fallito contratto collettivo integrativo anno 2022

il Comune di Castellaneta il Comune di Castellaneta

Le segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil fpl dichiarano lo stato di agitazione in merito al mancato contratto collettivo integrativo per l'anno 2022 dei dipendenti del Comune di Castellaneta.

«Avevano più volte sollecitato, nel corso dell’anno, la convocazione di un tavolo di contrattazione.

Ma, ancora a novembre scorso, non era pronta la costituzione del fondo “salario accessorio”, nonostante questo sia atto fondamentale e propedeutico per la contrattazione, e che deve essere preparato già nei primi mesi dell’anno.

Pertanto in più occasioni è stato lanciato l’allarme del pericolo di un mancato contratto a causa di inadempimenti degli uffici preposti.

Poi a dicembre, giusto ultimo mese utile, una convocazione di delegazione trattante si concluse con la sottoscrizione di una pre-intesa contrattuale con la “parte pubblica”, la quale si assumeva l’onere di parteciparla al commissario straordinario Giuseppe Canale.

Da quel momento i dipendenti aspettavano fiduciosi la risoluzione delle loro legittime aspettative, e le organizzazioni sindacali la convocazione per la sottoscrizione definitiva.

Ma il tempo è trascorso invano, e con la scadenza dell’anno i lavoratori sono rimasti depauperati di quanto per norma, annualmente gli spetta.

E tutto questo è avvenuto senza alcuna comunicazione e partecipata motivazione, palesando così un atteggiamento insieme di autosufficienza, quanto mancanza di rispetto dei ruoli istituzionali del sindacato, e ancora peggio insensibilità verso i lavoratori che hanno avuto un danno.

E non si può non stigmatizzare il comportamento del commissario straordinario, che, nonostante reiterate richieste, già intercorse da fine gennaio, da parte dei sindacati, al fine di un confronto in chiarimento per la mancata contrattualità, non ha a tutt’oggi riscontrato le nostre richieste.

Atto che le scriventi assumono come disprezzo nei confronti delle organizzazioni sindacali, e che non vorremmo fosse foriero di una inversione culturale.

Ma ricordiamo che la trasparenza sugli atti, o mancati tali, come sulle dinamiche comportamentali che hanno prodotto la violazione del diritto ai lavoratori, oltre a essere dovuto, rimane strumento di civiltà da perseguire.

Pertanto con l’assemblea si è dichiarato lo “stato di agitazione”.

E se non ci dovessero essere novità, ma la reiterazione a non convocare le organizzazioni sindacali, le stesse, riassumendo le prerogative previste per legge (ex lege 300/70), sarebbero costrette ad adire il comportamento antisindacale.  Legalità, Legittimità, liceità saranno nostre ispiratrici.

Collaboreremo con qualsiasi amministrazione, eletta o nominata, che perseguirà questi fini nella organizzazione e gestione del personale».

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