Ospedale San Pio
© Vivi
Forza Italia è pronta a promuovere una «mobilitazione ampia, determinata e trasversale» per difendere il futuro dell’ospedale San Pio di Castellaneta. Ad annunciarlo sono l’onorevole Vito De Palma, segretario provinciale del partito a Taranto, e Giuseppe Angelillo, consigliere comunale di Castellaneta e segretario cittadino, che chiamano a raccolta sindaci, amministratori locali, operatori sanitari, associazioni e cittadini per un'azione pubblica e unitaria.
La presa di posizione, come è ormai noto, giunge all'indomani del piano straordinario di reclutamento dell'Asl di Taranto — una manovra da oltre 9 milioni di euro annui per 113 assunzioni complessive — nel quale per il presidio di Castellaneta si registra la quota zero.
Di fronte alle rassicurazioni fornite dall'assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, i due esponenti azzurri sostengono che le parole non bastino a superare la gravità del dato contabile. «Il futuro del San Pio non può essere affidato alle rassicurazioni di circostanza. Le parole di Pentassuglia non cancellano un dato gravissimo: nel piano straordinario delle assunzioni 2026 dell’Asl Taranto, per Castellaneta sono previste zero assunzioni. Questo è un fatto, non un’opinione e tantomeno un allarmismo», dichiarano De Palma e Angelillo.
Nella visione di Forza Italia, il rischio è che l'assenza di reclutamenti provochi una riduzione nei fatti dell'operatività della struttura: «Un ospedale non si depotenzia soltanto chiudendo formalmente i reparti. Lo si depotenzia anche non assumendo personale, non sostituendo chi va via, lasciando scoperti i turni e compromettendo progressivamente i servizi essenziali. Il depotenziamento può avvenire anche senza un provvedimento formale di chiusura».
Chiarito il quadro generale del piano assunzionale, i dirigenti azzurri precisano di non voler sottrarre risorse agli altri presidi della provincia, ma rivendicano per Castellaneta un organico coerente con la funzione di ospedale di primo livello. Contestualmente, De Palma e Angelillo prendono le distanze da «improbabili riunioni carbonare, incontri ristretti e iniziative prive di un autentico carattere istituzionale», rimarcando che «il San Pio non ha padroni politici e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere chi debba partecipare e chi debba restare fuori».
Per sbloccare la situazione, i due esponenti sollecitano in Regione interventi precisi: l'integrazione del piano assunzionale, il rilevamento delle carenze reparto per reparto, il rafforzamento del Pronto soccorso e garanzie sui tempi e sulle risorse per il Punto nascita e gli altri servizi del presidio. «La misura è colma. Non resteremo a guardare mentre il San Pio rischia di essere progressivamente indebolito, tra rassicurazioni, riunioni e promesse. La Regione si assuma le proprie responsabilità. Siamo pronti a una mobilitazione ampia e determinata, senza steccati politici. Castellaneta e l’intero versante occidentale della provincia di Taranto meritano rispetto e risposte concrete. Il tempo delle parole è finito!», concludono i vertici locali del partito.
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