Nota ufficiale
Ha destato stupore un nostro articolo, pubblicato stamane e firmato con la denominazione «La Redazione», sui risultati elettorali conseguiti dai candidati castellanetani al consiglio provinciale di Taranto.
Un pezzo di poche righe, per certi versi freddo, con cui si informava che Anna Ruggi e Maurizio Cristini non erano stati eletti (clicca qui per rileggerlo).
Un lavoro che, del resto, abbiamo eseguito per tutti i candidati del versante occidentale della provincia di Taranto: altri pezzi, infatti, sono stati redatti e pubblicati su questo stesso sito e condivisi sulle pagine Facebook di riferimento (si legga ViViMottola, ViViMassafra, ecc..).
A Castellaneta però qualcosa è accaduto: con un lungo post, evidentemente in canna da tempo, il presidente del consiglio comunale Maurizio Cristini ha manifestato il proprio disappunto con uno sfogo politico duro, polemico, forse aggressivo, sicuramente retorico e carico di emotività.
Avrebbe gradito che la sua candidatura venisse definita «di servizio», così da giustificare in modo legittimo le zero preferenze ottenute in questa tornata elettorale.
Ma andiamo con ordine: è vero che l’articolo in questione non è firmato come spesso accade per i pezzi di poche battute, tuttavia è chiaro anche che il responsabile di ciò che si scrive e si pubblica su una testata giornalistica è sempre e solo uno, e cioè il direttore.
Come tale, ma anche come uomo e perché no, come «giornalaio», spiace deludere più di qualcuno: non sarà mia intenzione rispondere alle accuse e a tutte le insinuazioni contenute in quel commento con toni aspri e polemici.
Invece, vorrei semplicemente spiegare come sono andate le cose: in tutta onestà, non abbiamo specificato la natura «di servizio» della candidatura di Cristini semplicemente perché la ritenevamo lampante dopo il risultato conseguito. Era evidente infatti, come lui stesso ha sottolineato, che la strategia politica complessiva, i cui dettagli a noi sfuggono, seguisse tutt'altro schema.
Mai e poi mai avremmo immaginato di scatenare una reazione così veemente e decisamente sopra le righe rispetto al modus operandi equilibrato del presidente Cristini.
Respingiamo le accuse di malafede e di questo, così come di tutto il resto, avremmo voluto parlare direttamente al telefono con lui, se solo avesse risposto alla nostra chiamata (o ci avesse ricontattato, come in passato ha sempre fatto).
La stima nei confronti di Cristini, sul piano personale e su quello politico e professionale, resta immutata così come il rispetto istituzionale per la carica che oggi ricopre. Da parte mia, lo stesso rispetto continuerà a esserci anche nei confronti di tutti coloro che, in queste ore, hanno sostenuto e legittimato (anche con un semplice like) quelle offese.
E pensare che molti di loro, in più occasioni, hanno anche beneficiato non solo dello spazio offerto dalla nostra testata ma anche delle mie attenzioni professionali, sia per iniziative di carattere culturale e sociale sia per scopi puramente autopromozionali!
Tutto questo fa parte del gioco e lo so bene. Ma strumentalizzare una fredda cronaca per imbastire uno sfogo politico così veemente ritengo sia un vecchio esercizio che non arricchisce nessuno.
Da parte nostra, e mia in particolare, non c’è e non ci sarà alcun rancore: continueremo a seguire l'attività politica di Cristini, a scriverne e a rispettarlo. Resta però un grande dubbio: se un dato oggettivo, per quanto privo delle argomentazioni che lui avrebbe desiderato, basta a far crollare un rapporto cordiale e a trasformare i cronisti in “giornalai”, verrebbe davvero da chiedersi... che spazio rimane per il dialogo nel nostro paese?
Dario Benedetto
Le notizie del giorno sul tuo smartphone
Ricevi gratuitamente ogni giorno le notizie della tua città direttamente sul tuo smartphone. Scarica Telegram e clicca qui

