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Lodo Cisa: la Cassazione dà ragione al Comune di Massafra

Maurizio Baccaro Maurizio Baccaro © ViVi

Il Comune di Massafra ha ottenuto una vittoria definitiva dinanzi alla Corte di Cassazione, che con sentenza pronunciata il 6 maggio 2026 ha accolto il ricorso presentato dall'ente nel 2021 relativo alla vicenda del Lodo Cisa. Il pronunciamento libera immediatamente oltre 4 milioni di euro, a cui si aggiungeranno somme e interessi che dovranno essere quantificati dalla Corte d’Appello. Le risorse tornano nella disponibilità della città dopo un contenzioso legale durato oltre dodici anni, chiudendo una delle pagine finanziarie più critiche per l'amministrazione locale.

La vicenda affonda le radici nelle scelte amministrative compiute tra il 2004 e il 2007, quando il mancato pagamento dei conferimenti dei rifiuti generò un debito iniziale di circa 3,6 milioni di euro. La successiva decisione di avviare un lodo arbitrale portò la somma dovuta a lievitare fino a oltre 12 milioni di euro, esponendo il Comune al rischio del dissesto finanziario. Nel 2016, l’amministrazione guidata dal sindaco Quarto ereditò una situazione caratterizzata da soli 5 milioni di euro accantonati a fronte di un’esposizione debitoria più che doppia.

Il percorso giudiziario ha visto una svolta significativa con il lavoro dell'amministrazione Quarto, che riuscì ad accantonare circa 8 milioni di euro in bilancio e a sostenere il contenzioso fino alla Corte d’Appello. In quella sede, i giudici ridussero l'importo da corrispondere a 6,9 milioni di euro, una cifra sensibilmente inferiore rispetto ai 12,2 milioni previsti dal precedente lodo arbitrale. Il ricorso in Cassazione del 2021 ha rappresentato l'ultimo atto di questa strategia legale, confermando oggi la correttezza dell'operato dell'ente.

In merito al risultato, il capogruppo di AVS-Ambiente e Progresso, Maurizio Baccaro, ha espresso soddisfazione sottolineando la necessità di un coinvolgimento dell'intero consiglio comunale nella programmazione della spesa. «Mi auguro che l’Amministrazione Zaccaro coinvolga l’intero Consiglio comunale nella valutazione su come utilizzare queste risorse - ha dichiarato Baccaro - restituendo ai cittadini somme che per oltre dodici anni sono state sottratte a servizi, manutenzioni, strade e opere pubbliche».

L’esponente dell'opposizione ha inoltre ribadito che la politica della responsabilità ha permesso di disinnescare il rischio default, assicurando che il gruppo consiliare vigilerà affinché queste risorse vengano impiegate per il bene della collettività. Il recupero dei fondi rappresenta una boccata d'ossigeno per le casse comunali e consentirà di finanziare interventi rimasti in sospeso a causa dei vincoli di bilancio imposti dal contenzioso.

La nota stampa integrale:

“𝐋𝐨𝐝𝐨 𝐂𝐢𝐬𝐚”: 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟏 𝐝𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐚𝐬𝐬𝐚𝐟𝐫𝐚. 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟒 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨, 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝’𝐀𝐩𝐩𝐞𝐥𝐥𝐨, 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐭𝐭𝐚̀.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza definitiva pronunciata il 6 maggio 2026.

Una notizia estremamente positiva per i massafresi. Mi auguro che l’Amministrazione Zaccaro coinvolga l’intero Consiglio comunale nella valutazione su come utilizzare queste risorse, restituendo ai cittadini somme che per oltre dodici anni sono state sottratte a servizi, manutenzioni, strade e opere pubbliche.

Vale la pena ricordare che questo contenzioso fu causato dalle scelte sbagliate delle amministrazioni guidate da Forza Italia che, tra il 2004 e il 2007, non pagarono il conferimento dei rifiuti a Cisa, generando un debito — legittimamente reclamato dall’azienda — per un ammontare complessivo di circa 3,6 milioni di euro.
Nonostante la condanna al pagamento arrivata nel 2007, l’Amministrazione dell’epoca decise di avviare un lodo arbitrale che fece lievitare la somma dovuta fino a oltre 12 milioni di euro.

Qualcuno oggi proverà a dire che si trattava di una causa “facile”, o che il risultato fosse “scontato”. La verità è un’altra.
Il Lodo Cisa è stato una vicenda da far tremare i polsi a qualunque amministratore serio e responsabile. Nel 2016 il Comune di Massafra si trovava esposto a una condanna pesantissima che aveva già maturato quasi 2 milioni di euro solo di interessi e che aveva condotto la Città sull’orlo del dissesto finanziario.

Quando ci insediammo con l’Amministrazione Quarto, trovammo poco più di 5 milioni accantonati a fronte di oltre 12 milioni da corrispondere.
Fu necessario affrontare quella situazione con lucidità, studio degli atti, rigore amministrativo e scelte coraggiose sul piano politico e giudiziario. Nessuno creda che sia stato semplice.

L’Amministrazione Quarto, nel suo insieme, con il contributo di assessori, consiglieri comunali e struttura amministrativa, riuscì a mettere in sicurezza i conti pubblici, accantonando circa 8 milioni di euro in bilancio, sostenendo il contenzioso fino alla Corte d’Appello e pagando quanto effettivamente stabilito dai giudici: circa 6,9 milioni di euro, contro i 12,2 milioni previsti dalla precedente pronuncia arbitrale.

L’ultimo atto fu il ricorso in Cassazione promosso nel 2021, che oggi viene accolto, dando definitivamente ragione al Comune di Massafra.

La storia, alla fine, non sbaglia mai: ci racconta che ci sono stati amministratori talmente superficiali da trascinare la comunità dentro una voragine finanziaria, ma anche amministratori capaci di mantenere i nervi saldi, assumersi responsabilità enormi e disinnescare il rischio default per la nostra città.

Il risultato concreto di quel lavoro sono oltre 4 milioni di euro che oggi si liberano nelle casse comunali e che devono tornare, giustamente, ai massafresi.

Sarà una coincidenza, ma proprio il partito politico che governava la Città negli anni in cui quel debito veniva prodotto ha deciso di entrare nella maggioranza di questa amministrazione nel momento in cui il lavoro svolto dall’Amministrazione Quarto consente oggi di recuperare queste importanti risorse.

Una volta tanto, la politica della responsabilità ha prevalso sulla politica della superficialità e dei furbi.

E su questo nessuno pensi di poter tornare indietro. Noi vigileremo.

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